Login

Chi è on.line

Abbiamo 735 visitatori e nessun utente online

Ultimi Utenti

Statistiche server

Utenti registrati
47
Articoli
3257
Web Links
4
Visite agli articoli
8375552
LOGIN/REGISTRATI
Sabato, 24 Agosto 2019
A-   A   A+

Filter Feather 2SCRIVI E INVIA IL TUO ARTICOLO (ricorda che devi loggarti o registrarti)


MULTICULTURALISMO E CULTURA NAZIONALE

(tratto da “Identità e razza” di Andrea Cavalleri, ospitato da Maurizio Blondet il 15 – 1 – 2019,

riassunto ed ulteriormente rielaborato)

Non si possono illustrare le varie culture ai bambini, in modo che da grandi scelgano a quale aderire secondo il gusto, la voglia momentanea, impressioni superficiali. Quelle multietniche e multiculturali sono utopie che non funzionano: tra loro è in perenne agguato il conflitto, soffocabile solo dalla repressione.

Solo all’elite sta bene il multiculturalismo per spezzare in tanti rivoli chi abita il territorio. Dividendo ed isolando per gruppi, gli fa perdere forza associativa e li rende più dominabili.

Trovando il suo campione nel quotidiano Repubblica e nel settimanale L’Espresso, la medesima elite denigra l’Italia in cui pure vive. Soprattutto attacca sistematicamente il vero capo del governo cioè Salvini, colpevole di tentare qualcosa a favore del popolo! Vuole puntellare una mentalità da asserviti ai poteri forti atlantici.

Ideale è un moderato orgoglio per la propria identità nazionale, quando sia giustificata ed acquisita attraverso meriti. Una nazionalità non si legittima per una qualunque ragione preesistente, come nel caso ebraico dove si scomoda addirittura la predilezione divina.

Ogni cultura viene determinata dall’esperienza condotta nell’ambiente geografico in cui si vive, a sua volta condizionato dalle sue vicissitudini storiche; in altri termini si forgia nella dimensione spazio-temporale. A grandi linee precisa la personalità collettiva, entro cui si differenziano quelle individuali.

Quando si va a vivere in un altro stato, bisogna necessariamente lasciarsi alle spalle il proprio passato, per adattarsi a mutate condizioni sociali. Bisogna identificarsi in un’unica cultura promossa dallo stato, da cui si dipana l’identità nazionale. E’ il solo modo per poter convivere pacificamente.

Invece la continua immigrazione si trascina dietro differenze culturali e razziali. In particolare il colore nero o scuro della pelle provoca immediato impatto emotivo, richiamando memorie ancestrali collegate a primordiali istinti animali. Tali memorie sono state rimosse dalla coscienza in nome della civilizzazione che riconosce la comune appartenenza all’homo sapiens. Dovrebbe essere così, purchè a tutti si dia l’opportunità di vivere dignitosamente.

Ma quando l’elite occidentale rende l’esistenza invivibile e da altri continenti spinge a scapppare nel nostro, esaspera la concorrenza sul mercato del lavoro. In questo quadro di riferimento se già da concorrenti i nostri si considerano nemici, figuriamoci lo stato d’animo con cui percepiscono gli immigrati di altra cultura e pure colore della pelle! Sorge la sicura miscela esplosiva per lo scontro. L’elite ne gioisce, mentre attraverso il Vaticano condanna ogni discriminazione: danno e beffa contemporaneamente.

Dunque non io sono razzista, ma l’elite che provoca a bella posta lo scontro razziale.

 

SUPREMATISMO CULTURALE

In questo paragrafo esprimo la mia discordante versione.

Stavolta trascinando con sè un vasto seguito, l’elite è razzista anche per ritenere superiore la cultura tecnologica occidentale, cui le altre dovrebbero ascendere per progredire.

Da questo punto di vista la Cina ha già superato l’occidente. Ma ancora non va bene, anzi decisamente male: l’occidente è abituato a comandare, mentre per la prima volta nella sua storia dovrà rassegnarsi ad essere comandato. L’allieva ha superato il maestro.

Tecnologia implica dominare attraverso la tecnica. Con simile premessa si addestra come si fa con gli animali, solo che avviene ad un livello sofisticato. La differenza rimane pur sempre quantitativa, non qualitativa.

Lungi dall’ insegnare nel senso di educare ad elevare lo spirito, la tecnologia è profondamente diseducativa, in quanto sollecita il delirio di onnipotenza individuale: è’ potente, ma proietta la potenza sull’individuo. Predispone le condizioni che lo rende asociale ed antisociale.

Sicuramente superiori a noi sono i popoli indigeni che vogliono mantenere l’originario equilibrio naturale e per questo resistono alla demoniaca invasione occidentale. Essa è foriera di disgrazie infinite per chi ha la sfortuna di incapparvi. Altro che “fardello dell’uomo bianco” nel civilizzare!

Nel nostro mondo occidentale il peccato originale consiste nell’arrivare al potere per servire pochi privilegiati. Identificandosi nel disvalore personale, si sacrifica il valore comunitario.

L’impostura viene fatta digerire attraverso l’abilità ad ingannare, a spacciarla per verità. Qualifica una volta di più l’autentica natura occidentale: quella di esseri inferiori.

Non basterà qualunque acrobazia pseudoculturale, artificiosa autogiustificazione per rendere credibili i falsari. Almeno al presente non trovano più via di scampo: davanti a loro si erge l’invalicabile fuoco di sbarramento proveniente dalla controinformazione e dalla controcultura via internet, finchè sarà lasciata libera.

 

APPENDICE STORICA:

DI CHE PASTA SONO FATTI GLI AVVENTURIERI OCCIDENTALI

ED I LORO NEMICI TRADIZIONALI

Portatore di Cristo, il nome non poteva essere più fuori luogo per Cristoforo Colombo e lo dimostreremp fra poco.

E’ stato immortalato per aver scoperto l’America solo per noi europei. La visione eurocentrica cioè culturalmente razzista rimane totalmente indifferente e semmai trova disdicevole che altri non si associno alla nostra scoperta.

Che ci può importare se Colombo con le sue tre precarie caravelle fu anticipato di diversi decenni nell’approdo in America dalla flotta imperiale cinese? Per di più troviamo stupido che essa fosse tornata indietro, soddisfatta della scoperta e lasciando indisturbati gli indigeni nel loro impenetrabile mondo a parte. Solo la nostra immoralità può concepire l’invasione per interesse, assimilando gli indigeni ad animali esotici da spennare liberamente.

Comportamenti così diversi trovano la loro spiegazione. In quella contingenza storica l’impero cinese era solido, forte il suo potere centrale. La pace interna assicurava il benessere generale. Non necessitavano rapine esterne quando si poteva attingere ogni risorsa all’interno.

Invece in occidente ha sempre dominato insaziabile la bramosia di possesso privato, scatenando ininterrotti conflitti interni. In cotanta precarietà ognuno trova sicurezza puntando unicamente al proprio interesse privato. Ecco spiegati famelici avventurieri, spacciati per civilizzatori.

Conosciamo bene la miseranda fine riservata agli Indios inadatti al lavoro forzato ed agli Africani sfortunatamente adatti a lavorare e per questo ridotti in schiavitù.

Animati non da spregevoli fini commerciali, ma da nobili ideali, i missionari furono mandati dai Reali di Spagna a convertire a quella che intendevano santa religione cristiana, la quale prevedeva protezione ed aiuto disinteressato agli indigeni.

Non sempre la croce è servita a spianare la strada alla spada o agli archibugi cioè i primi fucili. Invece essa è stata sistematicamente strumentalizzata da chi in cuor suo l’ha rinnegata e deve rivendicarla a parole per dissimulare le proprie malvage intenzioni. Poi quando le loro menzogne non funzionano più o non serve più giustificarsi dopo aver acquisito una posizione di forza, ci si libera da frenanti impacci religiosi in un attimo, rinnegando la religione stessa.

E’ diventata vulgata comune la croce come battistrada per la spada. L’affermazione presenta un sapore anticlericale, dietro il quale non può che esserci un astuto zampino: la massoneria. Essa infanga la Chiesa per spazzarla via, almeno fin quando vuole conservare la propria indipendente posizione dottrinaria e politica. Difatti la massoneria si prefigge una religione universale addomesticata e, diciamo pure, ridicolizzata, portata avanti dal suo infiltrato papa Bergoglio. Finalmente la massoneria ha conquistato dall’interno la sua tradizionale nemica; non ha più bisogno di combatterla, anzi deve parlarne bene.

Altri esempi di colonizzazione. Si tiene nascosta una notizia imbarazzante per la presunta superiorità tecnica occidentale. Nel 1800 i telai tessili indiani erano più efficienti e produttivi di quelli inglesi, facevano loro concorrenza. Allora alla faccia del libero mercato questi “civilizzati” europei spararono agli Indiani che utilizzavano quei loro strumenti di lavoro. A volte si fa tanto presto a promuovere con le spicce la propria superiorità competitiva!

Prima metà del 1800 in Cina. Il governatore di Canton aveva fatto distruggere in grandi quantitativi l’oppio, divenuto incontrollabile piaga sociale. Poichè era divenuto la merce più esportata, l’impero inglese dichiarò guerra alla Cina, naturalmente sempre in nome del libero mercato a senso unico cioè inglese.

Coercizione e sfruttamento costituiscono gli ingredienti necessari al suprematismo pseudoculturale e razziale esibito dal libero occidente: s’intende, libero di fare i fatti suoi a detrimento altrui.

Web Agency coccinella piccola ARTE nel WEB Lendinara (RO) - Hosting - Customization - Developer


Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Privacy Policy.

Io accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information