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serioli1(Fonte: Sgonfiabiogas.blogspot.it) - Biomasse a pollina a Traversetolo (Parma). I sindaci come Ponzio Pilato - A Traversetolo (Parma) va in scena il solito squallido spettacolo di una classe politica locale che si nasconde dietro un dito quando deve affrontare problemi scabrosi come l'installazione di centrali a biomasse. Ci sono ancora sindaci che balbettano "Ce lo chiede Kyoto", "Lo vogliono le leggi".

E' inconcepibile che degli amministratori accettino di svolgere il ruolo degli sprovveduti, dei finti tonti.  Non vogliono capire - o fanno finbta di non voler capite che - pur con tutte le corsie preferenziali - le centrali a biomasse sono pur sempre un business privato che nessuna legge potrà mai imporre in aperta violazione di norme sulla salute, sulla tutela ambientale, sul governo del territorio. Far credere che per legge in un qualsiasi comune sia obbligatorio accettare una biogas o una biomasse senza fiatare e senza poter fare obiezioni, rilievi, opposizioni è un'offesa all'intelligenza dei cittadini. E perché allora moltissime sono state bocciate anche per l'opposizione dei comuni?

L'associazione Gestione Corretta Rifiuti invia un comunicato sull'assemblea dei cittadini a Bannone di Traversetolo sul progetto di centrale a pollina a Santa Maria del Piano. Scrive Gcr: «Bannone, carte in tavola. Da una parte il profitto di una azienda, dall'altra il benessere dei cittadini. I sindaci da che parte stanno?».

(17.10.2013) Salone pieno al circolo Arci di Bannone, dove oltre un centinaio di persone si sono riunite per discutere della centrale a combustione di pollina che si vuole impiantare a S.Maria del Piano. Il progetto è del proprietario del locale allevamento industriale di tacchini (75.000 capi), ed è finalizzato all'incasso dei 250.000 euro di incentivi disponibili. La dichiarazione è dello stesso titolare, una settimana fa all'assemblea di Rivalta. I presenti sono quindi già informati che trattasi di un progetto speculativo.
Il sindaco Mari di Traversetolo e Cavatorta di Lesignano, che hanno organizzato l'incontro, sono chiaramente imbarazzati. I cittadini sono tanti e il nervosismo è palpabile. Si rumoreggia ed è chiaro da che parte stiano i residenti. Gli amministratori esordiscono alla Ponzio Pilato, indicando nella conferenza dei servizi l'organo che prende le decisioni nel merito, con il coordinamento della Provincia. Poi arriva la solita dichiarazione di incompetenza tecnica nel fare le giuste valutazioni. Ma l'affermazione suscita le risate dei presenti.
Il sindaco è o non è la massima autorità sanitaria? E' il grido della platea. I cittadini non hanno dubbi. E' un no fermo alla centrale. Allora i sindaci, Cavatorta in particolare, tirano fuori il PAES. Nel piano di attivazione delle energie rinnovabili, appena approvato, è prevista la combustione di biomasse. E' cosa buona e sana sostituirla ai combustibili fossili, altrimenti Kyoto va a farsi friggere. C'è poi la previsione di leggi e normative europee e nazionali contro cui non si può andare. Infatti il sindaco Bovis di Langhirano, che si era opposto, è sotto scacco da parte delle autorità e del suo stesso partito, il Pd. Ma le cose non stanno proprio così. Il comitato di Trecasali, ad esempio, ha ottenuto il pronunciamento dei sindaci della bassa contro la centrale a biomassa (cippato di legna) dell'Eridania, da 13 Mwe, su cui c'era già l'accordo di Provincia e Regione. E il progetto andò a picco.
Non devono essere i cittadini a dover decidere cosa mettere e cosa no nel PAES? Non devono essere loro a decidere cosa fare del loro territorio? Non sono i cittadini a dover decidere in ultima istanza? I sindaci rispondono di sì, a decidere devono essere i cittadini. Ne prendiamo atto. Quello che si vorrebbe fare a Santa Maria del Piano non è un piccolo impianto. Per far funzionare un cogeneratore ORC da 120Kw/h che produca elettricità, è necessaria una caldaia da 1.200 Kw di potenza; sono necessarie 3.000 tonnellate di pollina, che produrranno circa il 7% di ceneri tossiche, cioè 200 tonnellate annue, da smaltire. Ovviamente le emissioni che andranno in aria sono proporzionate a tale volume di ceneri, anche se la ditta che fornisce la caldaia dichiara che le emissioni rientrano nei valori delle normative vigenti.  In ogni caso polveri, ossidi di metalli pesanti, ossidi di azoto e diossina finiranno nell'aria dei centri abitati della zona, contravvenendo alla "Direttiva Aria" della UE che dice che un nuovo impianto non solo non deve far aumentare gli inquinanti in zona, ma dovrebbe abbassarli.
Giuliano Serioli - Rete Ambiente Parma

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