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vito segantini(Lettera Aperta) - Sono stati posti alla mia attenzione da alcuni comitati cittadini di Lendinara il progetto, la delibera del Consiglio Comunale n°26 del 29-04-2011 e la corrispondenza intercorsa tra Comune di Lendinara e Italgas in merito all’avvio delle procedure per la realizzazione di un turboespansore e di un cogeneratore, con approvazione del progetto preliminare ed altri atti collegati alla realizzazione di tali impianti presso il sito Snam-Italgas di Via Caduti

del Lavoro, angolo Strada Regionale n°88. Dalla relazione tecnica allegata alla delibera si apprendono i dati di progetto ed in cosa consistono tali installazioni:  il turboespansore è un impianto collegato ad un alternatore e convoglia entro una turbina il gas metano in alta pressione; quest’ultimo, espandendosi fa girare la turbina che trascina l’alternatore nella produzione di energia elettrica, mentre il gas metano viene restituito alla rete in media pressione;  il cogeneratore è un motore diesel collegato ad un alternatore che produce energia elettrica ed acqua calda bruciando oli vegetali (tipo olio di colza). Le funzioni svolte dai due macchinari sembrano semplici a realizzarsi, ma così non è nella pratica, per i motivi che di seguito illustrerò. Il turboespansore deve essere collocato in parallelo all’attuale cabina Snam-Italgas, ove arriva la condotta del gas in alta pressione a 24 bar, in quanto lo preleva, lo utilizza e lo restituisce alla rete di distribuzione alla pressione di circa 3 bar. Cosa succede oggi entro la cabina Italgas senza turboespansore? Il gas passa attraverso un gruppo di misura, un riduttore di pressione, un impianto di odorizzazione ed una sezione di riscaldamento. Il turboespansore intende intercettare il gas ad alta pressione non odorizzato e restituirlo alla rete bypassando la cabina Italgas; ma il gas espandendosi nel turboespansore si raffredda moltissimo e richiede quindi una sezione di preriscaldamento a monte dello stesso ed una anche a valle, ove il condotto ritorna alla rete di distribuzione. C’è una continua interazione tra il turboespansore e la cabina Italgas in quanto in teoria, se ci sono problemi di funzionamento alla turbina o ad un altro macchinario, il gas dovrebbe ritornare a passare solo dalla cabina Italgas come avviene oggi. Ma se sorgono problemi alla turbina o altri malfunzionamenti, chi è il responsabile visto che il Comune intende affidare la gestione del turbo espansore ad soggetto diverso dall’Italgas il quale rimane gestore della sola cabina? In pratica si prospetta di far funzionare un impianto complesso con due gestori diversi e con responsabilità in caso di malfunzionamento da stabilire di volta in volta. Se si blocca l’erogazione del gas per qualche problema tecnico, magari in febbraio e la popolazione rimane al freddo, di chi sarà la “colpa”? E chi è preposto ad individuare le responsabilità degli eventuali disservizi ed a risolverli in tempo brevissimo? A meno 8°C esterni si può lasciare al freddo un intero paese? La Snam-Italgas in una lettera ufficiale del 29-10-2011 inviata al Comune di Lendinara afferma testualmente “il quadro normativo che regola la distribuzione del gas metano condiziona e limita l’interesse della nostra società per la realizzazione e la gestione degli impianti in oggetto” che invece potranno “trovare più adeguata collocazione nel bando di gara a livello di Ambito”, che tradotto significa: la Snam-Italgas non ha alcun interesse nella realizzazione, conduzione e gestione di tali impianti, ed ove questi venissero realizzati, deve esserci un unico gestore: ciò è proprio l’opposto di quanto stabilito dalla delibera comunale di cui sopra. Perché il signor Sindaco e la maggioranza si ostinano a volere una gestione separata per l’affidamento di tale impianto? Forse perché, successivamente, verrebbero istituiti un comitato di gestione, un presidente, un segretario, un applicato, un usciere? Mah, chissà? Tornando alle questioni tecniche analizzo il cogeneratore. Un motore diesel, alimentato ad olio vegetale, abbinato ad un alternatore, produce elettricità ed acqua calda: a che costi? Non è dato sapere. Sappiamo, invece, che industrialmente se produco energia elettrica con un gruppo elettrogeno, spendo oltre il doppio di quello che mi costerebbe nel prelevare energia elettrica dalla rete Enel (produco anche molto rumore e fumo inquinante). L’acqua calda prodotta dal raffreddamento del motore diesel, dai dati di progetto, viene in parte avviata a riscaldare il gas che attraversa il turbo espansore, mentre la parte rimanente va in fognatura, a meno che il Comune di Lendinara con ingenti somme non preventivate nel progetto, utilizzi l’acqua per un impianto di teleriscaldamento ad edifici pubblici quali scuole elementari ed asilo nido, con risultati tutti da dimostrare ma con sicuri ed elevatissimi costi impiantistici. Inoltre ammesso che il Comune si avventurasse nel teleriscaldamento, eserciterebbe un’attività concorrenziale a quella istituzionale dell’attuale concessionario Snam- Italgas, che fonda la sua attività principalmente nella vendita di gas per riscaldamento, con risvolti legali da verificare. Analizziamo i dati tecnici di progetto:  cogeneratore potenza elettrica nominale: 420 KW, che fornisce una energia elettrica di 3.200.000 KWh/ annui;  turboespansore potenza elettrica nominale:160 KW che fornisce una energia elettrica massima di 180.000 KWh/ annui e cioè il 6% circa di quanto fornito dal cogeneratore. Che senso ha costruire un impianto di turboespansione problematico e complesso, la cui produzione di energia elettrica è meno del 6% del totale? Ancora sul turboespansore: si dichiara che la quantità di metano prelevato dalla rete ammonta a 9.000.000 di mc/anno; facendo una semplice divisione: 9.000.000/365 giorni /24 ore = 1.027 metri cubi/ora. Questa divisione indica un prelievo di gas come se esso fosse costante tutto l’anno nelle 24 ore, ma sappiamo che così non è, perché in alcuni periodi dell’anno il consumo di gas è alto (inverno) ed in altri è molto basso (estate) ed inoltre il consumo varia anche nelle 24 ore giornaliere. Perché ai fini di progetto non sono stati chiesti alla Snam- Italgas i consumi statistici effettivi di gas metano per sapere se il turboespansore da 160 KW funzioni o meno? I dati di progetto indicano che esso funziona (malamente) a partire da un consumo minimo di gas pari a 1500 metri cubi/ora, producendo una potenza elettrica di soli 5 KW; dato che il consumo medio orario annuo è 1027 metri cubi/ora, in alcuni periodi il consumo di gas potrebbe essere ad esempio 5.000 metri cubi/ora con potenza elettrica di circa 115 Kw ed in altri periodi, quando il consumo di gas è inferiore a 1500 metri cubi/ora il turbo espansore si fermerebbe. Si comprende pertanto che la produzione di energia elettrica stimata per il turbo espansore in 180.000 KWh/ annui sia del tutto irrealistica e quindi, in base al consumo di gas, fortemente variabile a seconda delle stagioni, l’energia elettrica prodotta da esso scenda dal 6% ad una percentuale inferiore al 3% del totale. Passiamo ora all’investimento economico stimato di progetto: dal quadro economico risulta che il costo del turboespansore incide per circa 1/3 del totale investimento di 2.000.000 di euro e pertanto circa 630.000 euro. Vale la pena investire una somma così ingente per produrre meno di 15.000 euro di energia elettrica all’anno? E con tutti i problemi connessi? Come risulta evidente dalle considerazioni suesposte, il progetto allegato alla delibera comunale è del tutto errato per mancanza di dati statistici su cui basare il calcolo dell’energia ricavabile e della convenienza economica. Non è da tralasciare che, secondo i dati di progetto, il turboespansore potrebbe produrre al massimo 180.000 KWhe/anno ed abbisogna per il funzionamento di 250.000 KWht/anno, forniti dal cogeneratore per il riscaldamento del gas, con bilancio energetico negativo. Altri aspetti: il funzionamento di un gruppo elettrogeno di grande potenza nel centro cittadino produce molto rumore, emissioni di fumi altamente inquinanti dovuti alle polveri, agli ossidi di azoto ed ai gas serra (CO2). Valutazioni economiche: il progetto è gravemente deficitario anche per la mancata valutazione del prezzo dell’olio vegetale (denominato anche biomassa) che dovrebbe essere utilizzato per alimentare il motore diesel; tutta l’analisi economica è fondata sull’ottenimento ipotetico di incentivi governativi. Gli incentivi però variano, a seconda delle disposizioni di Legge che si susseguono nel tempo, e dovrebbero invece essere considerati solo aggiuntivi ad una autonoma valutazione, già economicamente vantaggiosa degli impianti, e non essere considerati l’unico fondamento su cui basare la convenienza della realizzazione degli stessi. Tutto il conteggio potrebbe essere invalidato dalla forte fluttuazione del prezzo del carburante, che nella relazione di progetto, non viene mai menzionata. Riassumendo: mi chiedo come sia possibile ed accettabile che l’Amministrazione comunale porti avanti un progetto del genere come un punto qualificante della sua attività amministrativa quando:  la Snam-Italgas non accetterà mai un altro gestore in parallelo ai suoi impianti;  mancano i dati statistici sul consumo di gas per sapere se il turbo espansore funzioni o meno;  mancano i dati sul costo del combustibile, elemento fondamentale per valutare se l’investimento sia economicamente vantaggioso;  la valutazione economica dell’investimento è basata solamente sulla sussistenza o meno di incentivi governativi, che sono variabili nel tempo sia come importo che come condizioni di ottenimento;  manca ogni valutazione di tipo ambientale sull’emissione di fumi, magari in caso di nebbia con la persistenza degli stessi nel centro abitato;  non è valutata compiutamente l’emissione da rumore in quanto 65 DB notturni sono una soglia di gran disturbo per le abitazioni vicine;  non è stata valutata l’incidenza dei fermi macchina degli impianti. Alla luce delle considerazioni suesposte, tralasciando altre più approfondite analisi, le risorse, il tempo, le energie ed i costi finora sostenuti per promuovere gli impianti esaminati appaiono essere stati del tutto inutili e dannosi per i cittadini di Lendinara. Venezia, lì 5 Ottobre 2012 Ing. Vito Segantini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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