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plastiche

Siamo alla fine del percorso per conoscere le maggiori plastiche utilizzate oggigiorno. Adesso sappiamo  che la chimica e la tecnologia crea prodotti sempre innovativi, molto spesso a noi  sconosciuti.

Le plastiche sono tutte uguali?

Fino a qualche anno fa si poteva tentare di credere che la plastiche fossero tutte uguali ma abbiamo visto che non è così. In mano non sembrano potenzialmente pericolose - avete mai provato a bruciare della plastica? - ma quando ogni settimana la mettiamo nei cassonetti o nei bidoni la sua quantità continua ad aumentare.

La difficoltà del riciclo è nella sua giusta divisione e per farlo bisogna conoscerle.

Ecco qui lo schema che semplifica ciò che è stato spiegato precedentemente:

riass plastiche grande

Riciclo spinto sì o riciclo spinto no? 

Per essere più sicuri che un giorno si divida davvero ogni tipo di plastica, per cercare di riciclarle al massimo, bisognerebbe che a casa le dividessimo, aiutati  magari da questi semplici schemi. E su tutti gli oggetti di plastica dovrebbe essere stampato ben in evidenza il tipo di plastica con il suo simbolo.

Nelle mie ricerche ho sentito dire che spesso i rifiuti non vengono totalmente divisi perchè il costo manuale o meccanico da sostenere sarebbe improponibile con l'attuale costo del lavoro e questo è comprensibile, ma quando il grosso del lavoro è fatto a casa? Anche il lavoro fatto a casa ha un costo  ma sembra non essere considerato e calcolato. 

Inoltre quando si decide di non dividere le plastiche ma le si brucia o le si colloca in una discarica indifferenziata, si tiene conto solo del fattore denaro e non si tiene conto del costo della salute e dell'ambiente dove si vive che in molti casi può risultare altissimo.

Cosa dice la legge

La UE, con il trattato di Maastricht, dice che chi inquina paga: la 6° direttiva ambientale U.E. stabilisce che chi produce rifiuti deve occuparsi del riciclo - chi meglio quindi della stessa persona che ha pagato l’imballaggio e l’ha portato a casa sua?

›Nel protocollo di Kyoto i G8 dicono di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera responsabili dell’effetto serra e nel DPR 158 del 27 aprile 1999 art.7 comma 1, si dice che “viene riconosciuto uno sgravio fiscale a chi dimostra di ridurre il volume dei rifiuti e differenziare la raccolta” (100% di sgravio fiscale se compattati! = meno trasporto, meno costi).

›Anche in una petizione di Legambiente sulla raccolta rifiuti si fa riferimento a questo concetto: http://www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione#.UfLe-Ba-K-B

›Ma ci vuole la collaborazione, la fiducia e l’impegno dei cittadini. ›

Bisogna incentivare accordi e azioni virtuose e avere il coraggio di andare anche in direzioni che sembrano controcorrente e i costi devono essere equi e premiare i comportamenti virtuosi. ›Il costo deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno rispetto alle utenze che non hanno comportamenti virtuosi.

Immaginiamoci cosa possono fare tutte queste plastiche più la frazione umida e altre plastiche di cui non ho parlato nelle discariche indifferenziate! Mi sembra una follia non dividere, considerando i costi sociali, umani e naturali di oggi e del futuro.

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