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Ponte targa

A chi non verrebbe voglia di vedere il Paese più Riciclone di Italia e capire come è arrivato ad avere questo nome?

Noi ci siamo chiesti che cosa avranno fatto mai per essere così bravi e siamo andati a trovarli.


Il giorno 21 agosto il Dott. Stefano Triches ci ha cortesemente fatti entrare  nella sede di Ponteservizi, la S.r.l. di Servizi Comunali a Ponte nelle Alpi.

Questa è la società che gestisce la raccolta porta  a porta  di questo piccolo paese e il trasporto dei vari rifiuti verso il centro di raccolta o il luogo di destinazione.

Prima di tutto ci vuole la volontà politica – ha cominciato il Dott. Triches - e questa volontà è nata nel 2005/2006 in quanto qui a Ponte doveva nascere una discarica , la più grande della provincia di Belluno, ma i cittadini non la volevano. E’ nato così un forum, poi una raccolta firme contro la discarica ed infine ha vinto le elezioni l’amministrazione comunale che ha proposto  un piano per cambiare la modalità del modo di trattare i rifiuti.
Prima infatti la raccolta era fatta attraverso cassonetti  stradali capienti che ricevevano tutti i rifiuti.
L’amministrazione comunale ha fatto un progetto con Belluno e Feltre ma alla fine ha concluso il progetto da sola costituendo un consorzio  privato che serve 500.000 utenze.

Si tratta di un porta a porta spinto con secco, umido, vetro , plastica, lattine  e carta perché questo modello consente performances migliori che premiano chi fa bene. Su ogni contenitore di differenziata si trova un cip che definisce l’utenza domestica o non domestica e il conto finale viene calcolato sulla quantità di rifiuto.

ponte sacchi
Il servizio infatti è basato su un sistema tariffario che tiene conto della quantità di svuotamenti, c’è un canone fisso che varia dai 78 euro ai 150 euro annuali  e una parte variabile che dipende dagli svuotamenti del contenitori calcolati e contabilizzati grazie al microcip”.

Gli chiediamo quali sono i momenti più critici “Sì – continua il dott. Triches - ci sono naturalmente sanzioni per chi non espone il secco, per chi fa un lavoro di separazione non  buono e per chi brucia”.

Ma la gestione è privata o pubblica? “Abbiamo voluto una gestione totalmente pubblica e comunale per mantenere il controllo totale e quindi non ci sono appalti. Si tratta di un sistema flessibile teso a rispondere subito alle esigenze per cui i vari rifiuti, a seconda della tipologia, vengono convogliati presso la ditta che gestisce il riciclo del particolare rifiuto, i soldi che avremmo dovuto dare alla discarica sono spesi per pagare l’operatore che lavora, ognuno di questi effettua 160 raccolte all’anno su una popolazione di 8000 abitanti.
Il secco inoltre non percorre grandi distanze e anche questo è una scelta: viene consegnato all’interno della provincia. Tramite il Conai siamo obbligati ad avere degli accordi con chi smaltisce, ricicla, trasforma il rifiuto, naturalmente i prezzi variano anche a seconda della qualità del rifiuto che diamo. I soldi del Conai vanno al comune con una tariffa riconosciuta o il rifiuto viene convogliato in un mercato parallelo”.

Bisogna considerare che il 30% di tutto ciò che compriamo è già da buttare appena acquistato in quanto imballaggio

Gli chiediamo allora quale è l’imballaggio più difficile da riciclare “Certamente il tetrapack non può essere considerato carta e quindi bisognerebbe cercare di non comprarlo; certo può essere riciclato, ma non tutte le cartiere hanno gli strumenti per farlo, una conosciuta è la Lucart a Lucca ma è troppo lontana e quindi noi non lo possiamo conferire nella cartiera che prende la nostra carta.

Comunque con la differenziata arriviamo a recuperare l’87%, e ci sono le direttive europee che lo incentivano, ma bisogna dimostrare di saperlo fare.

ponte piazza
Di quel 13% che invece non si recupera - in totale 350 tonnellate - e che prima andavano in discarica, adesso 200 sono convogliate a Vedelago e le altre 150 seguono il nuovo progetto europeo a cui partecipiamo per il riciclo dei pannolini e dei pannoloni

Infatti Ponte nelle Alpi è stato preso come Comune campione pilota per questo progetto innovativo poiché qui si fa già una raccolta differenziata tra i pannolini dei bambini e quelli degli adulti, condizione obbligatoria per sperimentare il riciclo di questi prodotti che hanno al loro interno carta, polimeri, plastiche in generale e rifiuti organici  umani che possono anche contenere  problematiche sanitarie.

Ponte ridurre la bolletta
Il pensiero dell’Amministrazione di Ponte nelle Alpi è chiara, l’inceneritore e la sua tecnologia non ha più senso: prima della raccolta spinta differenziata fatta porta a porta per conferire in discarica  il comune spendeva 500.000 euro per i rifiuti solidi urbani – ricordiamoci che una tonnellata di rifiuti da bruciare bisogna pagarla pressappoco 100 euro -, adesso il secco costa alle sue casse “solo” 40.000 euro, prima servivano soldi per seppellire o bruciare, adesso questo costo serve a dare lavoro, prima i dipendenti erano 6 persone, adesso sono 15, adesso chi ne beneficia di più sono le famiglie più numerose mentre ne beneficia di meno chi vive da solo.

Una parte importante, e da continuare a promuovere, - conclude il Dott. Triches - è l’educazione su questi argomenti e il corretto modo di fare una giusta differenziata anche a scuola… si sa, anche i bambini educano i genitori!

portalasporta ponte inter



 

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