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Già nell'anno passato la Germania, attraverso il suo Ministro dell’Ambiente, Peter Altmaier, aveva annunciato l’intenzione di innalzare l’obiettivo comunitario sulle rinnovabili dal 35 al 40% del fabbisogno elettrico nazionale entro il 2020. Il disegno

di legge è stato già presentato in ottobre 2012 e prevedeva l’introduzione di nuove formule di incentivazione economica, delle normative specifiche e alcune formule di prelievo fiscale atte ad accelerare ulteriormente il ritmo di crescita sul fronte delle rinnovabili , in un Paese che era già arrivato al 25% della quota, rispetto al 35% fissato dall’Unione Europea per il 2020.

Con questo provvedimento venivano introdotti i tetti di potenza per determinare le soglie massime entro cui l’energia prodotta da eolico e biomasse non potranno più beneficiare degli incentivi, sono stati ridefiniti i sistemi di accumulo con una logica di finanziamento dal basso, ed innalzati i tassi per kilowattora che i contribuenti tedeschi dovranno corrispondere allo stato per il consumo di energia elettrica direttamente in bolletta.

Germania, dove il sole (!) splende sempre di più: il ministro dell’Ambiente Peter Altmaier ha dichiarato nel luglio 2012 di voler incentivare ulteriormente lo sviluppo del fotovoltaico in modo da poter toccare entro il 2014 la soglia dei 52 GW di potenza. Si tratta comunque di un progetto molto ambizioso, considerando che nel 2012 la produzione di energia si aggirava intorno ai 27 GW. Il nuovo accordo in materia di rinnovabili giungeva in una fase molto delicata in cui i produttori cinesi rischiavano di mettere in seria difficoltà le aziende tedesche.

Ma se gli obiettivi europei sono già alla portata con diversi anni di anticipo e se gli ingenti investimenti operati nel campo dell’eolico e del fotovoltaico hanno già prodotto i risultati previsti, perché la corsa dei tedeschi verso le rinnovabili è diventata così spasmodica? I motivi alla base di un simile atteggiamento sono riassumibili in quattro semplici parole: popolarità, condivisione, lungimiranza, ambizione. La Germania infatti prevede di raddoppiare l'energia solare prodotta entro il 2014.

Punto primo: la popolarità e l’attenzione dei media ottenuta dalla Germania in tema di efficienza energetica è impressionante e ha contribuito a migliorare notevolmente l’immagine del Governo sia in Europa che agli occhi dell’opinione pubblica tedesca.

L’altra arma segreta del successo tedesco è senza dubbio la ‘condivisione’ del progetto. I risultati ottenuti sono il frutto di uno sforzo collettivo costato miliardi di euro e sostenuto dall’84% dei cittadini teutonici che condividono con i propri rappresentanti politici l’aspirazione di arrivare alla totale autosufficienza energetica nel più breve tempo possibile. E come se tutto ciò non  bastasse, anche se il costo dell’elettricità in Germania è uno dei più alti del Mondo (e con il nuovo provvedimento legislativo crescerà ulteriormente), gli utenti tedeschi sono molto attenti e virtuosi, tanto da potersi permettere tassi più salati senza pagare bollette esose.

Apparentemente potrebbe sembrare che la Germania voglia conquistare la strada delle rinnovabili ‘a tutti i costi’, ma la verità è che per i tedeschi il costo delle rinnovabili non sarà mai troppo alto rispetto al ‘prezzo’ che si potrebbe pagare in termini ambientali ed economici. Questa è quella che solitamente viene definita ‘lungimiranza’ ed è ciò di cui una Nazione dovrebbe disporre in abbondanza per crescere e prosperare.

L’ultima, ma non per importanza, è la parola ‘ambizione’, o se preferite, ‘proprietà’. La popolazione tedesca vuole conquistare una fetta importante del sistema energetico nazionale. Cittadini e istituzioni sono già proprietari di gran parte dell’energia elettrica prodotta attraverso le rinnovabili e milioni di tedeschi stanno investendo i lori risparmi in titoli e quote di società specializzate nel settore delle rinnovabili. Avete mai visto le grandi pale eoliche collocate un po' ovunque sul territorio tedesco? Come dire che i consumatori diventano produttori e proprietari dell’energia consumata, dunque la questione diventa un affare privato e pubblico al tempo stesso. Un fatto che agisce come moltiplicatore sull’economia locale con ricadute sociali a dir poco positive.

Avere sul proprio tetto un impianto fotovoltaico mostra subito che la produzione di energia è tanta, praticamente tutto l'anno e da un risultato reale. Quando è che capiremo che nella nostra bella Italia, con tutto il sole e la luce che abbiamo tutto l'anno, potremmo tranquillamente avere l'energia che ci necessita e anche vendere la parte in eccedenza? Il sole e l'energia solare c'è sempre e non si esaurisce mai.

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