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ZANONI Andrea 0121

Rassegna stampa dell'Eurodeputato Andrea Zanoni www.andreazanoni.it

IL GAZZETTINO DI ROVIGO DEL 2 AGOSTO 2013

L’Enel risarcisce un milione a Comuni e Parco Lorenzo Zoli Taglio di Po, Loreo, Ariano nel Polesine, Corbola, Porto Viro e il Parco regionale veneto del Delta del Po: sono i sei enti che hanno firmato l'accordo con il quale,

dietro un risarcimento versato da Enel, si sono impegnati a revocare la propria costituzione di parte civile nel processo aperto a Rovigo. E incentrato principalmente sulle patologie respiratorie il cui insorgere, nella popolazione infantile del Delta, sarebbe stato facilitato dalle emissioni della centrale Enel di Porto Tolle, nel periodo in cui era alimentata a olio combustibile. Ai cinque Comuni andranno 130mila euro a testa, al netto delle spese, ben 500mila al parco regionale. In cambio, i sei enti, oltre all'uscita dal processo, si impegnano pure a rinunciare ad azioni, anche future, civili, penali o amministrative, per eventi collegati al funzionamento della centrale e verificatisi sino a oggi. Firmato l'accordo, ciò non significa che il processo resti privo di parti civili: restano, infatti, Rosolina; le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Greenpeace, Legambiente e Wwf; la Provincia di Rovigo; e, per ora, il Comune di Porto Tolle; l'avvocatura dello Stato. Stanno valutando, poi, un accordo vari enti locali del Ferrarese: il parco regionale emiliano romagnolo, la Provincia di Ferrara, la Regione Emilia Romagna, i Comuni di Mesola e Goro. Il processo cosiddetto «Enel Bis», fa riferimento all'insorgenza delle patologie respiratorie tra i bimbi del Delta, avvenuta per l'accusa in misura maggiore alla media a causa delle emissioni dell'impianto e del fatto che non sarebbe stato fatto tutto il possibile per limitarle; si fa riferimento, poi, anche a un'altra questione, collegata al «vecchio» progetto di riconversione a carbone. In pratica, secondo la tesi accusatoria, alla commissione Via - che aveva il compito di approvare o meno il progetto - sarebbero stati presentati documenti che sottostimavano l'impatto ambientale di una alimentazione a carbone della centrale. Non valutando alternative migliori come, per esempio, quella a gas metano. Gli enti polesani sono i primi a uscire di scena. Suscitando alcune polemiche. «Lo ripeto - dice l'avvocato Luigi Migliorini che segue i sei enti firmatari, ma anche Rosolina - la costituzione di parte civile richiede la dimostrazione di un danno concreto e diretto. La fase più delicata è proprio questa prova». Come dire che non ci sono garanzie su quanto potrà accadere in aula. Non costituite, comunque, le famiglie dei bimbi malati, né alcuni Comuni, come Adria. «Ho trovato patetiche - prosegue Migliorini - le giustificazioni e le valutazioni di un assessore comunale di Adria sulla firma dell'accordo, ma non voglio mettermi sullo stesso piano di costui e valutare scelte e comportamenti di amministrazioni non da me rappresentate». Infine, un passaggio sulla "questione carbone". «È anche evidente - chiude Migliorini - che il nuovo procedimento per ottenere la eventuale autorizzazione alla riconversione non è oggetto di questo processo e la prova deriva dal fatto che è costituito parte civile anche lo stesso ministero dell'Ambiente che dovrebbe rilasciare la nuova valutazione favorevole alla riconversione a carbone».

Pagina 2

Prescritta la condanna per il danno ambientale

Il processo-bis riguarda l’insorgenza di patologie respiratorie nei bimbi: in particolare laringiti, sinusiti, riniti e tonsilliti superiori alla media (lo.zo.) È una lunga, lunga lotta, quella che la procura della Repubblica di Rovigo ed Enel hanno ingaggiato. Il primo processo sull'attività della centrale di Porto Tolle viene innescato da una indagine del 2005. Si contestano le emissioni della centrale e le ricadute dannose che avrebbero avuto sulla flora e la fauna del Delta. Imputati i due ex amministratori delegati Francesco Luigi Tatò e Paolo Scaroni e i due ex direttori delle centrale Carlo Zanatta e Renzo Busatto. In primo grado, nel 2006, arrivano condanne lievi; in appello, nel 2009, vengono assolti gli amministratori e confermata - e limata - la condanna per i direttori; nel 2011, infine, la Cassazione può solo prendere atto della prescrizione, affermando però, con durezza, nelle motivazioni, la penale responsabilità.Il processo «Enel bis» è basato ancora una volta in primo luogo sulle emissioni dell'impianto, nel periodo di alimentazione a olio combustibile. Emissioni che, a causa della mancanza delle necessarie precauzioni, avrebbero provocato, nei bimbi di Porto Tolle, Rosolina, Taglio di Po, Porto Viro, Ariano, Loreo, Rassegna stampa dell'Eurodeputato Andrea Zanoni www.andreazanoni.it Seguimi su Facebook, clicca qui Corbola, Mesola e Goro, una insorgenza superiore alla media di varie patologie respiratorie. Il periodo preso in considerazione è, in particolare, quello tra il 1998 e il 2002. In questi anni, a seconda degli indicatori impiegati, ci sarebbe stata una quota di ricoveri che sarebbero potuti essere evitati tra l'11% e del 9%. Si parla di laringiti, sinusiti, riniti, tonsilliti e simili. Sempre questo processo prende poi in esame la «vecchia» procedura per il rilascio dell'autorizzazione Via per la riconversione a carbone. Nel corso della quale sarebbero stati presentati, alla commissione, documenti che sottostimavano l'impatto ambientale del carbone, omettendo di prendere in considerazione alternative migliorative, come, per esempio, quella a gas metano. Non era comunque questa la prima volta che la Procura cercava di istituire un nesso causale tra l'attività delle centrale e patologie riscontrate nella popolazione del Basso Polesine in misura superiore alla media. Una inchiesta era stata avviata anche per quanto riguarda malattie ben più gravi, come i tumori. In questo caso, tuttavia, nonostante numerose consulenze, non è stato possibile provare un collegamento causa-effetto 

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