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bergamin endrizzi(Fonte: www.rovigoindiretta.it) - Presentata al sindaco Massimo Berrgamin la mozione che prevede un giro di vite nei confronti dei locali che ospitano le videolottery e una stretta nelle regole per l'apertura di nuove sale. Una proposta che il primo cittadino si è detto disponibile ad accogliere con “una presa di posizione forte e determinata”.

Sindaco e grillini contro le slot machine: l'incontro tra il primo cittadino ed il senatore Giovanni Endrizzi affiancato dal consigliere comunale Francesco Gennaro.
ROVIGO – Territorio comunale libero dalle slot machine. E’ l’obiettivo a cui punta il Movimento 5 stelle di Rovigo che oggi, 24 luglio, ha presentato al sindaco Massimo Bergamin la mozione “No slot” da discutere e mettere ai voti in consiglio comunale.
E’ da tempo che i grillini hanno intrapreso questa battaglia a livello nazionale, in Parlamento. Ed uno dei più ferventi sostenitori è il senatore Giovanni Endrizzi, primo firmatario della mozione del Movimento 5 Stelle in Senato sui danni economici e sociali da decine di miliardi di euro causati dal gioco d’azzardo patologico.

E’ stato proprio il senatore Endrizzi, questa mattina, a guidare la delegazione a 5 stelle, formata dal consigliere comunale Francesco Gennaro e dagli attivisti Danilo Rigosa e Cristina Caniato, nell’ufficio del primo cittadino a palazzo Nodari.
Incontro nel corso del quale il primo cittadino si è dimostrato disponibile ad intraprendere un percorso che dia riscontro alla mozione in questione, “una presa di posizione forte e determinata”.

Nel documento firmato da Gennaro e dall’altro consigliere in quota 5 stelle, Ivaldo Vernelli, tra i punti salienti, si leggono le proposte ad “impegnare il sindaco e la giunta comunale ad aderire al Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” e ad “adottare un nuovo regolamento comunale che includa norme più restrittive per l’apertura di future attività commerciali, che prevedano al loro interno l’uso di apparecchi elettronici o terminali atti al gioco d’azzardo e la disincentivazione, e maggior controllo, di tutte quelle attività commerciali che ad oggi vedono al loro interno la presenza di apparecchi”.

Insomma, la mozione, qualora fosse approvata, prevederebbe un giro di vite nei confronti delle slot machine e delle sale “videolottery” vietando “l’installazione di apparecchi elettronici Vlt nei locali commerciali pubblici, presenti nell’intero territorio comunale, che distino meno di 500 metri da luoghi cosiddetti ‘sensibili’, quali scuole pubbliche e private di qualsiasi grad luoghi di culto, luoghi di aggregazione sportivi, oratori, biblioteche, centri anziani parchi e giardini pubblici, nonché banche uffici postali o sportelli bancomat” e, per i locali già dotati di slot machine, “l’obbligo da parte del personale operante nell’esercizio, della verifica della maggiore età delle persone che accedono tramite esibizione di un documento di identità valido ed il divieto di pubblicizzare in qualsiasi forma la presenza della sala slot”.

Tutto questo unito ad un orario di apertura di esercizio per il gioco d’azzardo per non più di otto ore giornaliere, all’inibizione dell’accesso ai siti di gioco d’azzardo on line per gli utenti del wifi comunale e da ogni terminale della pubblica amministrazione.
Del resto, la dipendenza dal gioco d’azzardo è riconosciuta come una vera e propria patologia dall’Oms che l’ha inserita tra le patologie nel 1980. E nel 2012 il decreto Balduzzi ha inserito nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) la cura delle persone malate di gioco e l’assistenza alle loro famiglie. Le cure dei malati di gioco patologici hanno quindi dei costi sociali che ricadono sull’intera comunità, specialmente in Veneto “quinta Regione in Italia – si legge nella mozione – per somme giocate su rete fisica: 5,5 miliardi l’anno”.

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