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rts1Ieri un partecipato incontro al Csv con i dirigenti del volontariato e l'onorevole Diego Crivellari - C'è molta speranza, ma anche qualche preoccupazione attorno alla riforma del Terzo Settore annunciata dal Governo. Di sicuro

le linee guida, presemtate nelle settimane scorse dal premier Matteo Renzi, hanno attirato l'interesse del volontariato, come dimostrano le oltre 60 associazioni che ieri sera si sono incontrate al Centro di servizio per il volontariato di Rovigo per il confronto organizzato con dirigenti del Terzo Settore ed esponenti politici.
Nel corso dell'incontro si sono alternate le voci di Remo Agnoletto, presidente del Csv, Lino Pietro Callegarin, presidente Arci provinciale, Loris Cervato, responsabile settore sociale Legacoop Veneto, Dario Fabbri, presidente Confcooperative Rovigo, Luca Gianesella presidente Acli provinciali. Al termine, l'intervento del deputato polesano Diego Crivellari. Assente per impegni concomitanti la senatrice Emanuela Munerato.
"Il volontariato giudica positivamente il dinamismo che il governo ha dimostrato in questi mesi in questa materia - ha esordito Agnoletto - Ritengo una grande opportunità poter discutere insieme e dal basso una riforma che ci coinvolge e che aspettavamo da oltre un decennio. Personalmente, giudico positivamente anche la proposta di un testo unico di cui ormai si parla da molto tempo. Il Terzo settore deve essere raggruppato in un unico impianto normativo per definirne con maggiore chiarezza i contorni e le distinzioni che esistono al suo interno".
Da parte del volontariato provinciale, emergono indicazioni chiare sulla direzione da intraprendere: "Chiediamo con forza una semplificazione amministrativa per le nostre organizzazioni, specie quelle minori che operano senza partiva Iva, senza dipendenti e senza finalità d’impresa, ma sono vessate dagli stessi adempimenti di un’azienda. E' da rivedere la titolarità della tenuta dei registri e l’Authority nazionale è l’organo più indicato. Per quanto riguarda il tema dei finanziamenti, è strategico stabilizzare il 5 per mille e concedere al Terzo settore l’ampliamento delle possibilità di detrazione fiscale per le donazioni almeno al pari di quanto concesso alla cultura ed ai partiti politici". Per quanto riguarda i Csv, "la nostra proposta è un ampliamento del bacino di utenza al momento solo limitato alle Associazioni di volontariato, che rappresentano solo il 20% dell’associazionismo e del volontariato diffuso. I CSV in questi quindici anni di vita, non certo solo a Rovigo, sono diventati un punti di riferimento per i volontari che sono una risorsa ed operano trasversalmente in tutte le organizzazioni del terzo settore".
Conclude Agnoletto: "Il nostro è il settore con maggiore performance di crescita, secondo i dati Istat. Questo trend va sostenuto ed agevolato. Se avessimo maggiori agevolazioni fiscali per l’inserimento, potrebbe essere un opportunità ed un volano per i giovani. Allo stesso modo siamo favorevoli al servizio civile universale per tutti, anche per i cittadini stranieri ,quale opportunità di integrazione e di crescita valoriale. Ma anche, diciamocelo francamente, come possibilità di ricambio e di rigenerazione che soprattutto il volontariato necessita".
Numerosi gli interventi delle associazioni presenti, che hanno manifestato speranze e anche qualche inquietudine per il progetto di riforma. L'onorevole Crivellari si è detto disponibile a seguire l'iter legislativo e ad accogliere le diverse proposte giunte dal volontariato. Le linee guida della riforma sono scaricabili on line anche dal sito del Csv. La riforma tocca alcuni nodi cruciali e irrisolti: la riforma del Codice Civile, la riforma in un Testo Unico delle leggi di settore (volontariato, promozione sociale, cooperazione e impresa sociale), la stabilizzazione del cinque per mille, il Servizio civile, l'istituzione dell'Authority del Terzo Settore, il sostegno economico e le agevolazioni. Sarà possibile inviare proposte e indicazioni fino al 13 giugno. Dal 27 giugno sarà discussa in Parlamento. 

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