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votazioniINDAGINE AVVISO DI GARANZIA PER AVEZZÙ, NALIN, LUCCHIARI E MOSCHIN. UNDICI LE SIGLE CONTESTATE.L’inchiesta della Digos è stata condotta a campione. Tra i firmatari anche persone decedute. In qualche caso hanno firmato i morti.

Almeno secondo l’indagine condotta dalla Digos e coordinata dal pm Sabrina Duò sulle firme false nella formazione di alcune liste elettorali per le politiche del febbraio 2013. Ora sono sotto indagine quattro politici locali che le avrebbero autenticate in qualità di amministratori dunque pubblici ufficiali. Sono Paolo Avezzù, Giovanni Nalin, di Rovigo, Daniele Lucchiari di Adria e Doriano Moschini di Taglio di Po. Tutti sono stati colpiti da avviso di garanzia che è partito ieri dalla procura. Sarebbero contestate undici firme false. L’ex sindaco e presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù avrebbe autenticato cinque firme false nel gennaio del 2013 per la lista di Magdi Cristiano Allam. Giovanni Nalin, invece ne avrebbe autenticata senza i riscontri dovuti una per il Centro democratico e due per Sinistra ecologia e libertà (il suo partito). Daniele Lucchiari, di Adria, capogruppo della lista per Bobo sindaco, avrebbe autenticato una firma falsa in favore della lista Movimento sociale. Infine Doriano Moschini di Taglio di Po sarebbe incappato in due firme false sempre per il Movimento sociale Fiamma Tricolore. L’indagine va avanti da un po’, la Digos ha fatto dei controlli a campione sulle firme e in alcuni casi sarebbero emerse delle persone decedute che aderivano a una o all’altra lista. Ovviamente il ruolo dei consiglieri comunali o - nel caso di Avezzù - del presidente del consiglio, come degli assessori, è quello di garanzia. Ma secondo l’articolo 100 del Dpr 30 marzo del 1957 i consiglieri comunali possono autenticare le firme ma se autenticano il falso incorrono in un reato (punibile con ammenda fino a 2000 euro). “Conosco Daniele Lucchiari per essere un galantuomo - ha assicurato Luca Azzano Cantarutti, che difende l’adriese - e sono sicuro che dimostrerà la sua estraneità al reato contestato”. Certo è che nell’errore si può incappare e a parte in un caso, non ci sarebbe nemmeno il conflitto d’interessi politico. Ma tant’è. Le difese hanno 20 giorni per presentare memorie difensive, nuovi testi e nuovi interrogati. Paolo Avezzù è difeso da Enrico Cappato, a Moschini Veronica Pasetto e a Nalin Carlo Barotti. Ketty Areddia

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