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LERIN GIANNICOSTA IL 54ENNE ARRESTATO DALLE TESTE DI CUOIO DOPO IL BLITZ DEL 2 NOVEMBRE SPOSTATO IN CARCERE A VERONA Tosini, avvocato difensore, ha chiamato a testimoniare il fratello Giuseppe e la dipendente Marika Bonvento.

E’ stata accolta dal giudice la richiesta avanzata dall’avvocato Palmiro Tosini del foro di Rovigo, di sottoporre a perizia medico legale il suo assistito, il 54enne Gianni Lerin. Nominato dal giudice Emanuele Toniolo, psichiatra dell’Ulss 18 di Rovigo, il cui incarico verrà conferito nel corso dell’udienza il 3 dicembre prossimo. Riguardo alla richiesta, sempre della difesa, di sottoporre Lerin a cure in una struttura sanitaria come suggerito dal perito di parte, il dottor Luciano Finotti dell’Ulss 19, il giudice si è riservato di decidere. L’avvocato Tosini aveva chiesto che fosse ricoverato nell’ospedale di Trecenta, anziché trasporto, come ha consigliato lo specialista del carcere di Rovigo, nella casa circondariale di Verona, dove c’è una struttura sanitaria interna apposita. E proprio sulla base delle indicazioni del carcere di Rovigo, il giudice ha disposto il trasferimento in terra scaligera, almeno fino alla relazione del dottor Toniolo sullo stato dell’imputato. L’avvocato Tosini aveva auspicato che Gianni Lerin potesse essere sistemato al San Luca di Trecenta dove ci sono già il fratello Giuseppe, 48 anni, e la dipendente Marika Bonvento, 37 anni, sistemate là proprio la notte in cui intervennero nell’abitazione di via Martiri della Resistenza le teste di cuoi del Gis. “Ogni giorno si aspetta di tornare a casa - spiega l’avvocato Tosini - ed è proprio questa convinzione che lo tiene tutto sommato nella situazione di non demordere e lottare, anche se proseguono i suoi deliri. A mio parere la situazione può essere risolta prima con una cura nei suoi confronti, poi lasciandolo nella sua abitazione senza interferire nella sua vita”. Il fratello Giuseppe e Marika Bonvento, come detto, sono ancora ricoverati a Trecenta. “Ho presentato i loro certificati di degenza al giudice perché sono testimoni importanti della vicenda - spiega l’avvocato Tosini - perché l’hanno vissuta direttamente. Ora sto valutando se scegliere o meno un rito alternativo. Intanto il processo è sospeso per gli accertamenti psichiatrici”. Gianni Lerin è stato ammesso al patrocinio a spese dello stato. Verrà trasportato nel carcere di Verona Gianni Lerin, il 54enne di Costa di Rovigo arrestato la notte tra l’1 e il 2 novembre scorsi dopo il blitz delle teste di cuoio nell’abitazione in cui si era barricato col fratello e la dipendente. Lo ha disposto ieri il giudice del tribunale di Rovigo nel corso della direttissima. Disposta anche una perizia psichiatrica.Luca Crepaldi

 

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