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diffamazione su fbTRIBUNALE UN 29ENNE E UNA 50ENNE AVEVANO “POSTATO” FRASI PESANTI CONTRO UNA RAGAZZA.Lei li ha querelati. Il ragazzo ieri ha concordato col pm la pena di 6 mesi di reclusione, sospesa. “Chiunque comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032”. Così recita la prima parte dell’articolo del codice penale relativo alla diffamazione.

Un reato che, negli anni, ha sempre riguardato le offese, per così dire, “parlate”. Nell’ipotesi del secondo comma, “Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065”. Peggiore, dal punto di vista delle pene, l’ipotesi del terzo comma: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516”. Bene. Ora che è chiaro di cosa si stia parlando, se qualcuno offende la reputazione di un altro a voce, tra conoscenti per esempio, o su un quotidiano, le pene previste, in caso di condanna, sono quelle suddette. Ora, qual è quel posto in cui ci sono gli amici e si può comunicare? No, il bar era quello che c’era un tempo. E’ il social network, e, nella fattispecie, è Facebook. Sembra che questo non sia ancora stato inteso per bene dalla popolazione, che continua a pensare che scrivere qualsiasi cosa, come opinione personale (offensiva o meno) possa rimanere nell’alveo del web. Ma non è esattamente così. E se ne sono resi conto già in diversi, che per offese postate sul noto social network, si sono beccati condanne per diffamazione. Sarà per questo che, per evitare condanne più pesanti, M. F., 29enne di Rovigo, ha scelto di patteggiare la pena, dopo che una conoscente, L. C., lo aveva denunciato per diffamazione. La ragazza, che nel profilo del social network era stata pesantemente apostrofata dal 29enne, e da un’altra persona. L. R., 50 anni, aveva presentato querela. Alla fine per queste offese i due imputati sono finiti davanti al giudice. M. F. ha scelto di patteggiare con il pubblico ministero Lorenzo Sparapan, come detto, a 6 mesi di reclusione, pena sospesa. L. R., invece, ha scelto di proseguire nel processo che si è aperto nella giornata di ieri. Avevano offeso una ragazza sulle pagine web di Facebook. Lei li ha querelati e, ieri mattina, uno dei due ha scelto di patteggiare. L’altra andrà avanti nel processo per diffamazione.Luca Crepaldi

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