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(RovigoOggi) - ENEL ROVIGO - Vanni Destro (M5s) critica i comuni del Delta del Po e il loro avvocato, Luigi Migliorini, per aver accettato l’accordo transattivo ed uscire dalle parti civili del processo a carico del colosso energetico.

 

Vanni Destro, esponente del Movimento 5 stelle polesano, da sempre contrario alla riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, plaude la decisione del sindaco di Rosolina Franco Vitale ed il suo consiglio comunale che, nel processo penale a carico di Enel, ha rifiutato l’accordo transattivo (130mila euro per sfilarsi dalle parti civili) ponendo come condizione che il colosso energetico rinunci al progetto di riconversione. Nel proprio commento, Destro contesta l’avvocato delle parti civili, l’adriese Luigi Migliorini

L'”eccentrico” per antonomasia, Luigi Migliorini, è l'avvocato dei Comuni deltini (quasi tutti). Per la modesta parcella di euro 100mila starebbe cercando di agevolare l'operazione di transazione tra Enel e i Comuni stessi per farli recedere dalla costituzione di parte civile nel processo per disastro ambientale a carico di Enel per l’attività passata della centrale di Polesine Camerini. Costituzione di parte civile che lui stesso aveva consigliato ai medesimi Comuni che ora, in cambio del ritiro dal processi,percepirebbero 130mila euro in via risarcitoria. All’Ente Parco del delta del Po, invece, di euro ne arriverebbero 500mila. Migliorini da solo varrebbe quindi quasi quanto un Comune. Questa della costituzione di parte civile "andata e ritorno" è un'operazione già rodata da Migliorini nel processo Enel precedente. Li era filata liscia e aveva fruttato qualche soldarello ai Comuni, ma Enel aveva potuto trarne grande vantaggio nei vari dibattimenti dimostrando, che, in fondo, di inquinamento e qualche caso di malattia alle amministrazioni locali fregava poco e, di conseguenza, pure ai cittadini amministrati da quegli enti. Sembrava che in caso di mancato accordo anche di una sola parte dell’intero “pacchetto” di enti locali la transazione saltasse e, com'è logico, svanisse pure la lauta parcella dell'eccentrico legale, lui lavora per le proprie tasche, i Comuni per quelle dei propri amminitrati, e invece la transazione per gli enti aderenti, Ariano, Corbola, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ente Parco è andata a buon fine per la gioia di Enel e del nostro Migliorini, rosso di capelli, ma non, sicuramente, nel conto in banca. Stavolta però non è andato tutto liscio: il Comune di Rosolina ha aperto all’accordo “con prescrizione”. Il Comune amministrato da Franco Vitale, maggioranza e minoranza consiliari comprese, ha deciso di aggiungere ai 130mila euro che Enel pietosamente offriva anche la richiesta di non procedere alla riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini che all’economia del territorio rosolinese recherebbe danni economici, per tralasciare quelli sanitari, ben più ingenti della cifra proposta. Con 130mila euro non si bonificherebbe granché e si curerebbero ben pochi casi di certe tristissime e gravissime malattie dovute all’inquinamento. La risoluzione immagino sarà comunque graditissima all’avvocato Migliorini visto che si è sempre proposto quale nemico pubblico n°1 della riconversione a carbone a Polesine Camerini anche se ora preferisce mettere in primo piano il proprio profilo di legale "nemico di nessuno". Chapeau e stima, dunque, a Franco Vitale e al consiglio comunale di Rosolina per aver mantenuto la schiena dritta di fronte alle ridicole profferte di Enel. E pure, va là, a Isi Coppola che il sindaco Vitale ha elogiato. Non sempre è stata chiara la sua posizione sul carbone, ora lo è un po’ di più. Rimanere nel processo è coerente e serio e, probabilmente, frutterà ben più della miserevole cifra offerta da Enel per transare. Ad un solo Comune nulla spetterà in qualsiasi caso: Adria non si è costituita parte civile e non avrà diritto neppure alle briciole oltre a dimostrare poco interesse per la salute dei suoi cittadini. Coi denari risparmiati Enel potrebbe far partire i lavori di smantellamento dell'ormai in larga parte fatiscente centrale termoelettrica oppure finanziare uno studio d'impatto sanitario serio relativo alla riconversione a carbone da rendere pubblico. In ogni caso Enel non pensa alla riconversione in tempi brevi e, probabilmente, neppure in quelli lunghi, questo lo sappiamo, ma almeno venga giudicata per le passate emissioni in un processo vero, con almeno un Comune coinvolto in campo, non ad una farsa svuotata da accordi preventivi. Sic transit gloria mundi, caro, eccentrico Migliorini, comincia a vedersi qualche crepa...

E mail inviata da Vanni Destro

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