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DONNA  VIOLENTATA(fonte IL RESTO DEL CARLINO).I carabinieri di Ariano Polesine sono intervenuti a Corbola dopo la richiesta d'aiuto della vittima. Già in passato la donna era finita all'ospedale per le violenze del marito. I carabinieri della Stazione di Ariano nel Polesine hanno arrestato un marocchino 33enne, da tempo senza un lavoro stabile, dopo che lo stesso aveva, per l’ennesima volta, percosso la moglie convivente.

Il tutto è avvenuto in presenza del figlio dei due coniugi, un bambino di circa un anno,probabilmente già in passato inconsapevole testimone dei violenti litigi tra i genitori. L'uomo, che vive a Corbola, avrebbe litigato con la moglie, sua connazionale, colpendola al punto tale da renderne necessario il ricorso alle cure mediche all’Ospedale Civile di Adria. E’ stata infatti data alla donna una prognosi di 5 giorni per contusioni e traumi vari. Non era la prima volta che la donna, vittima di violenze fisiche e psicologiche ad opera del proprio coniuge, ricorreva alle cure dei sanitari. Anche nel mese di dicembre scorso, un episodio di maltrattamenti analogo aveva reso necessario un analogo passaggio ospedaliero. In passato, poi, in un’altra occasione, le percosse subite dalla donna sempre per mano del marito erano state mascherate dalla stessa con la scusa di “essere caduta dalle scale”, una triste bugia troppe volte usata dalle donne vittime di abusi e violenze varie in famiglia. Venerdì pomeriggio, dopo la disperata richiesta di aiuto pervenuta dalla cittadina marocchina al “112”, sono immediatamente intervenuti nella dimora familiare dei due rilevando così in flagranza di reato l’ennesima aggressione familiare. A questo punto, forti anche dell’ultimo pacchetto normativo in materia di contrasto di violenza di genere, che ha appunto inasprito le sanzioni penali nei confronti degli autori di reati di violenze di genere, soprattutto se commessi nell’ambito familiare, i militari dell’Arma non hanno potuto chearrestare immediatamente l’uomo per maltrattamenti in famiglia. In questo caso è scattata l’aggravante specifica della “violenza assistita”, in quanto le botte e le violenze sarebbero state perpetrate anche davanti al figlio minorenne. Il pm di turno Sabrina Duò ha disposto quindi che il 33enne marocchino venisse associato alla Casa Circondariale di Rovigo dove, nei prossimi giorni, verrà interrogato dal gip del Tribunale del capoluogo. Nel frattempo il magrebino rimarrà in carcere in custodia cautelare.

 

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