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comitati adria(Fonte: Global Project) - Gli attivisti dei comitati si conquistano il diritto a ribadire il no totale alle speculazioni e al saccheggio del territorio - Attivisti dei comitati polesani e di altre città della regione hanno scelto di occupare la sala del convegno dedicato a propagandare la costruzione della Nuova autostrada Romea.

 

Un convegno che in pompa magna avrebbe dovuto vedere la partecipazione del Ministro Lupi e dell'Assessore Regionale Chisso per propagandare un'altra opera presentata come occasione di sviluppo mentre rappresenta un ennesimo scempio sul piano ambientale, nonché un grave danno economico per gli utenti che si troveranno a dover pagare sempre più cari i pedaggi.

Arrivati di buona mattina gli attivisti dei comitati hanno occupato la sala dell'Agriturismo Amolara, per esprimere la totale contrarietà alla logica delle grandi opere e degli interessi che vi sono collegati, come quelli dei soliti noti come l' Impresa Mantovani Spa o la Lega Coop dell'Emilia Romagna, il cui presidente era presente come relatore al convegno. Con cartelli e volantini hanno iniziato a prendere la parola spiegando le proprie ragioni contro la devastazione ambientale non solo qui ma in tutta la regione e in tutta Italia nelle giornate in solidarietà con il movimento No Tav, promosse in Veneto dalla Assemblea 30N.

Di fronte alla protesta determinati degli attivisti gli organizzatori dell'evento hanno preferito dichiararlo chiuso. A quel punto la sala si è trasformata in un'assemblea vera con i pochi relatori rimasti. Un confronto in cui i comitati hanno espresso tutte le motivazioni dell'opposizione non solo alla nuova autostrada ma anche a tutti i progetti dalla Pedemontana alla Mestre Orte che invece di disegnare una mobilità sostenibile continuano a distruggere in nome dei profitti il territorio.

Quando l'assemblea stava terminando sono arrivati anche alcuni esponenti del Movimento 5 stelle, che invece di partecipare all'iniziativa avevavo scelto di fare un loro incontro sul tema delle grandi opere. Anche loro sono stati contestati proprio perchè non ci deve essere chi cerca di farsi pubblicità, non partecipando alle iniziative unitarie proposte dai comitati ma cercando di utilizzarle per la propria propaganda.

La mattinata si è conclusa con l'impegno a continuare il lavoro comune come in queste giornate di mobilitazione per allargare ancora di più la lotta contro le grandi opere.

Negli interventi dell'assemblea è stato ricordato come se in Val di Susa si lotta contro un treno, in Veneto ci si trova a combattere contro il delirio autostradale della giunta Zaia – Chisso, sulla scia di Galan, con controparte fissa l’arcinota Impresa Mantovani S.p.A., vero e proprio “asso pigliatutto” degli appalti regionali.

Le scelte sulla mobilità sono state ancora una volta al centro della contestazione dei comitati, come ieri con l'iniziativa di "liberazione" del casello autostradale di Mestre.

Nel volantino distribuito durante l'iniziativa curato dalla Rete Polesana ci si chiede: "siamo ancora in attesa di conoscere le risultanze della Commissione di inchiesta consiliare istituita in seguito agli scandali e agli arresti legati alle poco chiare attività di diverse società strumentali della Regione, prima tra tutte la Veneto Strade S.p.A. dell’intramontabile Silvano Vernizzi. Una situazione putrida e stantia che ancora non vuol cessare e che anzi, dopo le ultime elezioni legislative e la formazione del governo delle “larghe intese”, ha conosciuto una recrudescenza con il simultaneo varo dell’autostrada “Nuova Romea” e della “Nogara – Mare”, mentre proseguono con sempre maggiori costi per le casse pubbliche i lavori della “Pedemontana Veneta” che dovevano essere attuati con fondi privati".

In più interventi ci si è soffermati sulla denuncia "del metodo del Project financing o dei Lavori in Concessione che, nel garantire lauti guadagni ai privati, impegna le casse pubbliche in ripianamenti per mancati guadagni che potrebbero assumere dimensioni ingentissime! Si tratta di operazioni che mettono nelle mani dei privati fondamentali aspetti di settori strategici della vita pubblica quali la mobilità ed i trasporti, lasciando loro la progettazione delle opere, la gestione dei costi e le modalità di affidamento di tutti i sub-appalti! Una vera e propria “cambiale in bianco” per il committente pubblico!"

L'occupazione del convegno di Adria, insieme all'iniziativa al casello di Mestre, alle iniziative a Vicenza, Belluno e nelle altre città del veneto ha rappresentato una forma concreta di dimostrare che contro le grandi opere, come in Val di Susa, si tratta di mobilitarsi in prima persona, direttamente ed in forma collettiva.

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