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Sono iniziate ieri mattina le operazioni di abbattimento preventivo dei 220mila volatili di proprietà della società agricola Morgante di

Lionello ad Occhiobello. Precauzione L’intervento viene eseguito benché gli esiti di laboratorio delle indagini sierologiche e virologiche siano stati negativi e non sia stato evidenziato alcun sospetto di malattia né mortalità anomale. Una misura precauzionale adottata per scongiurare il diffondersi della malattia. L’abbattimento preventivo delle galline ovaiole proseguirà per qualche giorno, sarà svolto in loco secondo i protocolli e le normative comunitarie seguiti per le medesime operazioni avvenute negli allevamenti della provincia di Ferrara e Bologna. Le carcasse degli animali saranno trasferite, in regime di sicurezza, e incenerite a cura di una ditta specializzata individuata dall’azienda Ulss 18. La distruzione riguarderà anche tutte le uova dell’allevamento. Verranno, inoltre, effettuate pulizia e disinfezione dei locali adibiti all’allevamento dei volatili, delle zone circostanti, dei veicoli utilizzati per il trasporto e di tutto il materiale potenzialmente contaminato. Le operazioni si svolgeranno alla presenza di personale del servizio veterinario dell’azienda Ulss 18. Lavoro Per quanto riguarda l’aspetto occupazionale all’interno della società agricola Morgante, il vicesindaco Laura Andreotti chiarisce: “Siamo in stretto contatto con la proprietà la quale assicura e garantisce che non sono a rischio i posti di lavoro”. Eurovo Nel pomeriggio di ieri, intanto il gruppo Eurovo ha diffuso un comunicato in cui sottolinea come “l’attività lavorativa nell’allevamento di Occhiobello prosegue in assoluta regolarità poiché per l’allevamento in oggetto non esiste l’emissione di alcun tipo di allerta. Eurovo - recita ancora il comunicato - ribadisce il suo massimo impegno che garantisce l’assoluta salubrità del prodotto”. “Già a partire dal primo giorno d’allerta - sottolineano infatti da Eurovo - oltre alla normale sanificazione dei mezzi dagli stabilimenti ed allevamenti, i mezzi di trasporto deputati al trasferimento di materiali tra gli allevamenti e i siti di trasformazione e imballaggio della filiera sono controllate e sterilizzati conformemente a quanto previsto dalla normativa”. “A tutt’oggi - recita ancora la nota - non è stata ancora comunicata dagli organi competenti la causa del contagio dal virus dell’influenza aviaria che ha colpito allevamenti della filiera Eurovo”. Quindi una dura presa di posizione sul ritiro a titolo cautelativo di uova non entrate in contatto con animali malati: “E’ un provvedimento esageratamente penalizzate, inopportuno e dannoso per l’intero comparto avicolo”. Nessuna stima, almeno per il momento, invece, sull’entità dei danni subiti. Zaia al lavoro E del caso aviaria se ne sta occupando anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che sta seguendo con la massima attenzione l’evolversi dei focolai di influenza aviaria comparsi in alcuni allevamenti dell’Emilia Romagna. La Regione, con una nota, fa sapere infatti che Zaia è “in costante contatto con i tecnici dei servizi veterinari regionali con in quali si sta monitorando la situazione e valutando le eventuali iniziative da assumere”. Anche se al momento il fenomeno non sembra aver intaccato gli allevamenti veneti, infatti, la Regione “ha attivato - recita ancora la nota - tutte le misure di garanzia per assicurare la massima tutela del settore e degli operatori”. In vista del vertice tecnico fissato per domani, Zaia ha chiesto agli esperti della Regione una dettagliata relazione sulla base della quale poter fare tutte le valutazioni del caso.
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