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BANDIERA DI MUSSOLINIFratta Polesine: nel giardino di un’abitazione da mesi sventola una bandiera fascista. La bandiera con il volto di Benito Mussolini che garrisce al vento, alta nel cielo di Fratta Polesine è proprio difficile anche solo pensarla.

Proprio Fratta Polesine, città che ha dato i natali a Giacomo Matteotti — onorevole socialista e antifascista ucciso dagli squadristi a Roma il 10 giugno del 1924 — e che tanto in questi anni ha fatto per ricordare il pensiero e la figura dell’illustre concittadino. La bandiera è all’interno di una proprietà privata, in via Palazzine e si potrebbe obiettare che a casa propria ciascuno fa un po’ quello che vuole. Ma il drappo è ben visibile dalla strada e la scritta che campeggia sotto il volto del duce con l’elmetto, quel ‘credere, obbedire, combattere’, riporta alla memoria eventi tragici per il nostro Paese. Tiziana Virgili, sindaco di Fratta Polesine e presidente della Provincia di Rovigo è un po’ sorpresa: «A Fratta? Ma è sicuro? Ma dove?», risponde al telefono. Spieghiamo al sindaco la zona, effettivamente distante dal centro del paese e immediatamente arriva la presa di posizione: «Più tardi passo e vado a vedere, strano che nessuno mi abbia detto niente fino adesso. Per ora sento solo di dire che ovviamente non condivido il gesto, al di là di Fratta, oltre Matteotti, perché porta la nostra memoria a un periodo storico drammatico per il nostro Paese». Anche Riccardo Resini, capogruppo di minoranza, sindaco di Fratta per due mandati ma soprattutto socialista, non ne sapeva nulla. «E’ grave, è molto grave che nel paese in cui più o meno tutti stanno cercando di approfondire, conoscere, trasmettere il pensiero di Giacomo Matteotti ci sia qualcuno che senza pudore si permette di issare la bandiera che ritrae il volto del suo assassino politico. Veramente non ho parole, un gesto almeno inopportuno anche se devo dire, con amarezza, che la storia purtroppo si ripete. Nel male. Matteotti a Fratta ha sempre trovato difficoltà — dice — e anche oggi sembra che la storia non abbia insegnato niente. Mi auguro si prendano posizione nette, finalizzate innanzi tutto a censurare il gesto e mi auguro che chi ha messo la bandiera abbia il buon gusto di toglierla. Nel rispetto degli altri, di chi passa e guarda ma soprattutto di se stesso». Sandro Partesani

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