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Nuove aggregazioni - Il vicesindaco Massari non pensa alla fusione ma rilancia sugli accordi in convenzione - Per il secondo della Virgili: “Cancellare un Comune è una scelta che non spetta ai sindaci” di Lendinara, Lusia e Fratta, tre centri più forti insieme.

Pare questo il percorso tracciato in vista di una collaborazione che potrebbe dare vita a un’area composta da quasi 20mila abitanti. Nel dibattito aperto sulle aggregazioni dei piccoli comuni Fratta è ormai da diversi mesi un’osservata speciale. Poco più di un anno fa fece rumore la decisione di non seguire i partner del Pati Medio Polesine nel progetto di Civitanova e da allora si è cercato di capire quali sarebbero state le intenzioni dell’amministrazione frattense di fronte alla necessità di collaborare con altri centri vicini come imposto dalle nuove norme e dalla sempre più schiacciante assenza di contributi ai piccoli comuni. La scelta, da qualche settimana a questa parte, appare ormai chiara: Fratta guarda a una collaborazione sempre più stretta (anche se la parola fusione non viene pronunciata) con Lendinara e Lusia. Questa sera in Consiglio comunale verrà affrontato un ordine del giorno per l’approvazione di una nuova convenzione per la gestione associata dei servizi sociali proprio con le amministrazioni di questi due centri, un altro indizio che non lascia spazio a dubbi sulla volontà di Fratta di optare per un percorso di economie e, magari, nuove opportunità a fianco di Lusia (con cui già esiste un’intesa sulla protezione civile) e Lendinara. A confermarlo è il vicesindaco Sauro Massari che però sgombera subito il campo dall’ipotesi di una imminente fusione sulla scia di Civitanova verso cui non risparmia critiche: “Cancellare per sempre un comune è una decisione importante chenon può essere presa solo da sindaci e amministratori tantomeno se sono a fine mandato – è il pensiero del vicesindaco - Ci si deve sentire in dovere di interpellare la cittadinanza e sondare il parere della gente”. Poi quella che sembra una frecciata sul “metodo” usato dai sei sindaci che hanno spinto per il nuovo Comune: “Lo studio di fattibilità sui pro e i contro della fusione si dovrebbe usare per aprire il dibattito sul territorio all’inizio del percorso amministrativo e non alla fine. Dovrebbe permettere un doveroso processo partecipativo ed alimentare il conseguente dibattito verso la definizione del progetto finale. L’apertura di un processo partecipativo – è il ragionamento di Massari - richiede la possibilità di un esito aperto mentre le amministrazioni comunali che hanno già deciso per la fusione mi sembra siano principalmente alla ricerca del consenso e vadano evidenziando solo i presunti vantaggi del progetto”. Vantaggi come i finanziamenti diretti e l’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità; tuttavia, afferma il vicesindaco, “credo che la fusione non possa basarsi su risparmi-vantaggi dovuti ai contributi statali (non governabili da noi) ma debba costruire ricchezza e risparmio in autonomia. Detto questo – è la sottolineatura dell’assessore -mi sorge il dubbio che la motivazione per spingere i piccoli comuni verso la fusione da parte dei partiti sia principalmente politica, considerato che le liste civiche sfuggono al loro controllo”. Insomma, considerazioni che spingono una volta di più Fratta verso un’altra linea: quella degli accordi in convenzione. Tanto più, insiste Massari, “visto il risultato del sondaggio che abbiamo fatto tra la cittadinanza e da convinto sostenitore dei servizi associati – prosegue il vicesindaco –credo ci siano tutti i presupposti per guardare a Lendinara, pure tenuto conto che storicamente i cittadini di Fratta tendono ad orientarsi verso questo Comune”. Ma c’è un altro aspetto da non dimenticare ed è legato alla scelta che opererà nelle urne la comunità di Villanova del Ghebbo al momento del voto del referendum su Civitanova. In paese il comitato che si batte per il no al progetto ha recentemente espresso la volontà di preferire una eventuale intesa con Lendinara e Lusia e appunto Fratta con cui da sempre c’è un’affinità territoriale legata per esempio alla località di Ramedello, frazione di Fratta, da sempre vicina alle sorti della comunità villanovese. E la chiusura di Massari sembra proprio un messaggio agli abitanti di Villanova: “Mi auguro – è la chiosa del vicesindaco - che i cittadini dei comuni limitrofi non rinuncino alla loro municipalità e entrino in convenzione con noi e Lendinara; così metteremmo insieme i servizi di circa 20mila abitanti che, se gestiti bene, sicuramente porteranno a miglioramenti ed economie che il legislatore e noi ci attendiamo”. Federico Rossi

 

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