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impianti sportivi badia polesineBADIA L’EX ASSESSORE, USCITO DALL’INDAGINE, INTERVIENE DOPO IL RINVIO A GIUDIZIO DI SETTE PERSONE PER DANNO ERARIALE

Iginio Bendin: “Fiducioso che alla fine si dimostrerà che il lavoro è stato fatto a norma” Nella vicenda degli impianti sportivi badiesi, ci si aspettava che il caso non sarebbe stato archiviato. Ora però si sa anche che il rinvio a giudizio c’è solo per sette dei diciotto indagati per danno erariale da parte della Corte dei conti. Le sette comunicazioni arrivate da parte della Procura di Venezia individuano un cerchio più ristretto di responsabilità e versioni da chiarire rispetto a quello inizialmente tracciato, quando a maggio di quest’anno i nomi di persone più e meno note di Badia Polesine furono associate al reato: danno erariale sugli impianti sportivi di via Martiri di Villamarzana, in cui da verificare era (e resta) il perché di un consistente aumento del prezzo finale dell’opera, dai 3,4 milioni di euro iniziali ai 6 milioni di euro finali. Quasi il doppio. Indagati allora erano Edo Boldrin, Paolo Meneghin, Giulio Casarotto, Mario Cabassa, Mauro Usini, Luciana Foletto, Marcello Ferreri, Renzo Aguzzoni, PierleopoldoVisentin, Paolo Rigobello, Giulio Barbieri, Cristina Tesin, Giuseppe Romani, Ivan Stocchi, Claudio Giarola, e infine coloro che fecero parte della commissione giudicatrice per l’appalto del progetto, affidato poi alla ditta Sacramati: Iginio Bendin, Gianfranco Tiengo, Claudio Zerbinati. Di quei diciotto, i sette cui la lettera è arrivata sono i due ex sindaci Boldrin e Meneghin, l’allora assessore ai lavori pubblici Aguzzoni, i tre della commissione Bendin, Tiengo e Zerbinati, e solo uno dei due direttori dei lavori, Ivan Stocchi. “Pare che la Corte dei conti abbia deciso di circoscrivere l’attenzione solo a chi ha ritenuto avesse maggiori responsabilità nella faccenda. Anche se mi stupisce il fatto che l’altro direttore ai lavori non compaia tra i rinviati a giudizio, pur essendo stato collaboratore diretto anche mentre io ero in aspettativa”, ha dichiarato Iginio Bendin, uno dei tre della commissione per l’appalto che, comunque, si dice più stupito dell’intero impianto accusatorio. “Ciò che mi sorprende davvero è l’atteggiamento riduttivo con cui si è guardato al processo che ha portato all’aumento del costo iniziale dell’opera, che ha meccanismi e passaggi ben più complessi di come si creda. E’ stato fatto tutto come doveva essere fatto e i costi finali erano in linea anche a strutture analoghe agli impianti di Badia: il Palasport di Adria, per dirne uno. Sono assolutamente tranquillo e fiducioso che alla fine di questa vicenda si dimostrerà che il lavoro è stato fatto a norma” le sue parole. “E’ solo una questione di ruoli e di importanza degli incarichi, ma siamo tutti puliti. Sono sicuro che gli altri, come me, non abbiano alcuna responsabilità per ciò di cui siamo stati indagati”, ha dichiarato Giulio Barbieri, ex assessore sotto la Giunta Meneghin, uno di quelli che ora sono fuori dall’indagine. “Ho espresso estrema solidarietà a quelli che furono con me in quel periodo, Renzo Aguzzoni e Paolo Meneghin. E sono amareggiato per come ci siamo trovati tutti, sulla graticola per mesi”. “La Corte dei conti ancora non è stata chiara sul fatto che gli accertamenti vadano avanti solo per alcuni: vedremo. Sono comunque tranquillo”, ha dichiarato l’allora assessore allo sport, Marcello Ferreri. Nel frattempo, si sta preparando la difesa in vista dell’udienza: la convocazione è prevista per il 25 settembre del 2014.Consuelo Angioni

 

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