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n-PIER-CARLO-PADOAN-large570(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/)"Molte chiacchiere e pochi fatti". La critica di Pier Carlo Padoan nei confronti di quanto fatto dall'Unione europea in materia di crescita e lavoro negli ultimi anni è dura.

In un colloquio con il Financial Times, il ministro dell'Economia per la prima volta dalla sua nomina ha riservato stilettate pungenti alle politiche di Bruxelles. "Finora non è stato fatto abbastanza", ha spiegato al quotidiano britannico.

"Non vogliamo eludere gli obiettivi di riduzione del deficit di bilancio fissati per Roma da parte della Commissione Europea, la crescita non sarà raggiunta attraverso scorciatoie", ha assicurato Padoan riferendosi alla possibilità che il governo di Matteo Renzi voglia sforare il tetto del 3% del rapporto deficit-Pil. "Stiamo andando nella stessa direzione - ha aggiunto - ma ad una velocità più lenta", fissando per il nostro paese l'obiettivo di un disavanzo al 2,6% per il 2014.

Detto questo, per Padoan i governi europei hanno fatto molto per sostenere il settore finanziario e riformare strutturalmente l'economia del vecchio continente, ma sulla crescita e l'occupazione "abbiamo pagato le tante chiacchiere, ma non è stato fatto abbastanza".

"Bruxelles - continua Padoan - dovrebbe ampliare il focus degli indicatori economici di riferimento, per esempio prestando maggiore attenzione alla composizione di tagli alla spesa e aumenti delle tasse".

Poi la frecciata che raggiunge Bruxelles prima di girare in direzione Berlino:

La Commissione dovrebbe tenere lo stesso atteggiamento nei confronti dei diversi paesi della zona Euro , indipendentemente dal loro peso politico . "Mi sarebbe piaciuto vedere una intervento più simmetrico", ha detto, quando gli viene posta la domanda sul ponderoso surplus della bilancia economica della Germania.

Il titolare di via XX settembre ha suggerito che "il percorso di una ripresa economica equilibrata passa attraverso un aumento dell'inflazione e un euro più debole". Non solo critiche distruttive, dunque.

Il ministro delle Finanze ha anche avvertito che le pressioni deflazionistiche dell'eurozona, nonché una moneta così forte potrebbero rivelarsi pietre d'inciampo sulla via della ripresa. "Un tasso di cambio più basso sarebbe utile, così come sarebbero utili tassi di inflazione più elevati ", ha detto, facendo eco all'appello di questa settimana di Manuel Valls, premier della Francia

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Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

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