Login

Chi è on.line

Abbiamo 552 visitatori e nessun utente online

Ultimi Utenti

Statistiche server

Utenti registrati
50
Articoli
3362
Web Links
4
Visite agli articoli
12872470
LOGIN/REGISTRATI
Mercoledì, 27 Ottobre 2021
 

PROGETTO CULTURA DIFFUSA

banner cultura

A-   A   A+

Filter Feather 2SCRIVI E INVIA IL TUO ARTICOLO (ricorda che devi loggarti o registrarti)


1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 0% (0 Votes)
Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 

Tumulti-in-aula(Parole di Sandro Pertini rivolte al Presidente della Camera Ruini nel 1953 dopo 70 ore di acceso dibattito sulla Legge Truffa) - Risse parlamentari: "Cesso corroso" l’epiteto più creativo. Un libro racconta la politica attraverso gli scontri in aula - (Il capogruppo dell'Udeur al Senato Tommaso Barbato viene fermato dai commessi mentre tenta di aggredire il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano. Credits: Ansa).

Risse parlamentari: "Cesso corroso" l’epiteto più creativo. I banali "carogna" e "porco", ma non solo. Un libro racconta la politica attraverso gli scontri tra i banchi.

È il 24 gennaio 2008: durante il voto di fiducia che sancisce la caduta del governo di Romano Prodi, il senatore di An Nino Strano, fra i banchi di Palazzo Madama, dopo aver sventolato un paio di fette di mortadella se le infila in bocca per celebrare la caduta dell’esecutivo di centrosinistra. È solo una della lunghissima serie di scene che hanno costellato la storia parlamentare nel corso dei sessant’anni di repubblica e che, talvolta, hanno trasformato la politica in un’arena nella quale gli onorevoli hanno dato il peggio di sé come protagonisti di risse senza esclusione di colpi.

Dall’Assemblea costituente a oggi nel Parlamento italiano le seconde linee dei partiti, quelli che non decidono le sorti del Paese ma che sono nei banchi di Camera e Senato a cercare il loro momento di notorietà, si sono resi protagonisti di esibizioni degne dei migliori attori di B movie: battute, lanci di oggetti, riprese di boxe, salti fra i banchi. Tutto per scagliarsi lancia in resta contro l’avversario di turno, magari farsi giustizia per un’offesa ricevuta.

Tumulti in aula. Il presidente sospende la seduta (editore Aliberti) è un libro che ripercorre, attraverso i resoconti stenografici, i momenti salienti di quei dibattiti parlamentari sfociati in risse da stadio, con aneddoti e curiosità che aiutano a capire anche i periodi difficili della storia repubblicana. Sceneggiate come quella che ha avuto come protagonista Nino Strano (che prima di assaporare in diretta televisiva la mortadella si era rivolto al collega dell’Udc Nuccio Cusumano, apostrofandolo con un "Sei un cesso corroso") non erano rare, sebbene con un lessico differente, agli albori del Parlamento repubblicano. In aula si fronteggiavano uomini che, in gran parte, avevano combattuto la Seconda guerra mondiale, che avevano imbracciato un fucile (qualcuno lo conservava ancora sotto il letto) e quindi non si facevano scrupoli ad affrontare un avversario politico con le parole o con le mani.

Per esempio, durante il dibattito per l’adesione dell’Italia al Patto atlantico, nel marzo 1949, durato 52 ore vivacizzate da un’interminabile sequela di insulti e aggressioni. Oppure in occasione dell’approvazione al Senato della cosiddetta legge truffa nel marzo del 1953: dopo 70 ore di seduta ci fu una rissa di 40 minuti che vide Sandro Pertini rivolgersi al presidente Meuccio Ruini con un "Lei non è un presidente, è una carogna! Un porco!". O ancora, sempre nella stessa seduta, il senatore Elio Spano (Pci) affrontò a muso duro il giovane sottosegretario Giulio Andreotti, che in quel momento aveva in testa il cestino della carta per proteggersi dagli oggetti che piovevano dai banchi della sinistra, urlandogli: "Dopo il voto avrete un nuovo piazzale Loreto!".

Una volta si è sfiorato anche uno scontro fra titani, era il 14 febbraio 1950 e Palmiro Togliatti decise di affrontare a muso duro Alcide De Gasperi per una frase infelice pronunciata nel corso del suo intervento. Parlando dei funerali di sei operai uccisi dalla polizia nel corso degli scontri a Modena (ai quali aveva partecipato tutto lo stato maggiore del Pci), l’allora presidente del Consiglio li aveva definiti una "parata". Togliatti si alzò urlando "Vergogna!" e scese minaccioso le scale dell’emiciclo fermandosi a pochi centimetri da De Gasperi. Allora il buon senso ebbe la meglio e "il Migliore" se ne andò. D’altronde i leader non si abbassano a tanto: le risse sono roba da peones.

Web Agency coccinella piccola ARTE nel WEB Lendinara (RO) - Hosting - Customization - Developer


Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

Civitanova annunciato responsabilità soprattutto capogruppo particolare dichiarato responsabile associazioni possibilità all'interno Comunicato referendum dipendenti amministrazione condizioni condannato manifestazione attraverso lavoratori pubblicato intervento Alessandro commissione Redazionale democrazia maggioranza importante Napolitano ambientale presentato situazione parlamentari QUOTIDIANO) Commissione consigliere elettorale Presidente Parlamento carabinieri Repubblica INFORMAZIONE L'opinione REDAZIONALE Gazzettino territorio RovigoOggi Berlusconi presidente Quotidiano

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Privacy Policy.

Io accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information