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CULA VENDOLAIl leader di Sel scrive che"la telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, di sciacallaggio. Un tentativo di processo di piazza". I parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle chiedono che faccia un passo indietro: "Ha perso credibilità".

Migliaia di utenti sulla sua pagina facebook vogliono chiarimenti e dimissioni Nichi Vendola annuncia di querelare il Fatto dopo la pubblicazione della sua chiamata con Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva (oggi agli arresti domiciliari) pubblicato oggi sul sito del fattoquotidiano.it. Tuttavia non ricorda che proprio ieri abbiamo cercato di contattarlo, sia al telefono che via sms, per anticipare la pubblicazione e chiedere un commento a riguardo. Tutti tentativi andati a vuoto. Il governatore non si scusa e, anzi, annuncia di procedere per vie legali. Nell’articolo – si legge nel comunicato della Regione Puglia – “si racconta, in modo volgarmente strumentale, di presunte risate del presidente suscitate dalle domande sulle morti per cancro. Come tutti invece possono tranquillamente constatare, il presidente era solo rimasto colpito dallo specifico episodio in cui Archinà, con un salto improvviso, si era avvicinato ad un giornalista che stava intervistando Riva”. Ovviamente, però, il presidente glissa sulle sue stesse dichiarazioni, quando aveva definito il giornalista a cui era stato sottratto il microfono “faccia di provocatore“. “E’ quindi solo lo scatto di Archinà – prosegue la nota – ad aver suscitato il sorriso di Vendola e non certamente il riferimento alla tragedia delle morti per cancro a Taranto. Su questo tema si registra invece, come si può constatare ascoltando la telefonata e non solo, l’attenzione del presidente Vendola testimoniata dalla sua storia politica e personale”. I primi a intervenire sono i parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle che chiedono le dimissioni del governatore perché “ha perso ogni credibilità”. “Abbiamo provato estremo disgusto nell’ascoltare l’intercettazione. Disgusto è la sola parola che proviamo. A Vendola non rimane che una strada: dimettersi da presidente della Regione Puglia e andare a casa. Ha perso ogni credibilità”. Parla anche Ignazio Zullo, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, secondo cui “basta ascoltare per trarre inevitabili e conseguenti conclusioni”. ”Quando mi permisi di evidenziare – aggiunge Zullo – che le presunte resistenze del nostro Governatore alle richieste dei Riva cozzavano con quel che già allora era trapelato su talune intercettazioni in possesso della Magistratura, dovetti subirne le offese e la collera, con annesso codazzo di tutti gli immancabili cortigiani. Come giudicare quel che si ascolta oggi sul sito del Fatto”. Il Pdl chiede inoltre l’immediata convocazione del Consiglio regionale. L’intercettazione telefonica risale all’estate del 2010 e fa parte degli atti dell’inchiesta della procura di Taranto che accusa lo stesso Vendola di concussione in concorso con i vertici dell’Ilva. “Sono molto colpito da una scena che ho visto ora – dice il governatore pugliese – i miei amici mi hanno fatto vedere una conferenza stampa e un’immagine…uno splendido scatto felino”. Vendola fa riferimento a un episodio accaduto nel 2009 – e ripreso dalle telecamere – quando lo stesso Archinà strappò il microfono dalle mani di un giornalista, il quale stava chiedendo ad Emilio Rivaalcune risposte sulle morti per tumore avvenute a Taranto. “Non potevo riprendermi – dice Vendola al telefono, ridendo – ho visto una scena fantastica. Io e il mio capo di gabinetto siamo stati un quarto d’ora a ridere perché è una scena fantastica”. “No, ma poi quella faccia da provocatore, vabbé – continua il governatore riferendosi al cronista – per me che le ho fatte veramente le battaglie per la difesa della vita e della salute”. Un’intercettazione che per il segretario della UilmRocco Palombella “è grave ed aberrante, perché riguarda una materia delicata come la salute dei lavoratori”. A Repubblica.it che lo ha intervistato, Vendola ha detto che “la telefonata estratta dal suo contesto è un’operazione lurida, un tentativo di linciaggio e di sciacallaggio puro. Io non rido dei tumori – spiega il governatore – perché il cancro ha abitato nella mia vita e nella mia casa. Io sto ridendo per il guizzo felino di Archinà, il quale non sente le domande dei giornalisti ma corre a togliere il microfono o il registratore a un giornalista. Io non sto ridendo dei tumori”. In più, ha aggiunto, ”penso che un’intercettazione decontestualizzata, tirata fuori da un cilindro come un tentativo di dare un fondamento ad un’accusa che secondo me non ha un fondamento, è il tentativo di fare ilprocesso prima, di farlo nelle piazze e di avere una facile condanna”. E proprio nel giorno in cui cominciano a piovere richieste affinché si dimetta, Vendola si dice favorevole alle dimissioni del ministro Anna Maria Cancellieri, a seguito delle intercettazioni con la famiglia Ligresti: “La mia posizione è che quelle telefonate ricostruite dalle cronache giornalistiche confermino un quadro di assoluta inopportunità, cosa per cui il ministro avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni”. ARepubblica tv Vendola spiega che la confidenza con Archinà “è legata al fatto che noi stiamo cercando di convincere Ilva a mettere le centraline per il monitoraggio diagnostico” e “mentre faccio questo cerco di difendere centinaia di lavoratori. Per questo c’è confidenza non per altro”. Sull’ipotesi di dimissioni, il governatore chiede di avere “la pazienza di aspettare che possa farmi interrogare da un giudice: non c’è niente, non c’è un atto, un procedimento che non dica che io ho imposto per la prima volta un percorso ambientale all’Ilva. E’ paradossale che si rovesci una verità storica. L’intercettazione decontestualizzata è un tentativo di fare un processo prima nelle piazze e avere una facile condanna”, insiste. Intanto sono migliaia gli utenti che da stamattina hanno invaso la bacheca facebook del governatore, ripostando l’articolo del Fatto. C’è chi chiede a Vendola di dare spiegazioni prima di annunciare querela al giornale, chi lo accusa di avere tradito i pugliesi e chi gli chiede dimissioni immediate. “Vergognati…e si che tu dovresti saper cosa vuol dire stare dalla parte dei più deboli, ti avevo votato per questo. Ovviamente non lo farò più. Mi fai schifo, spero che la tua carriera politica sia finita e che ti ritrovi a lavorare in qualche stabilimento tipo la Ilva”, scrive Aleksos. E altri iscritti alla pagina social domandano perché oggi il leader di Sel non posti nessun messaggio online.

 

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