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sibila carlo"Chiederemo che la prossima rata da 2,8 mil sia utilizzata per abbassare l'Iva" Carlo Sibilia.

Deputato del Movimento Cinque Stelle. Membro della Commissione Affari Esteri- Dal settembre del 2012 è entrato in vigore il Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Prima della sua introduzione, in Austria diversi professori ed accademici hanno inviato una lettera in cui intimavano il proprio governo a non ratificare un trattato che avrebbe "creato una schiavitù anonima e finanziaria". In Germania oltre 30 mila ricorsi alla Corte di Karlsruhe hanno di fatto limitato poi la partecipazione di Berlino al meccanismo. Al contrario, le voci di dissenso in Italia non sono state ascoltate in nessun modo. Reputi più responsabile la politica o l'informazione? L'informazione deve essere il cane da guardia, ma la responsabilità fondamentale è della politica. Chi ha deciso di appoggiare queste riforme costituzionali e ratificato questi trattati ha nomi e cognomi precisi. Si è trattato del governo Monti, appoggiato, anche se oggi si tende a dimenticarlo, dall'Asse ABC (Alfano, Bersani o Berlusconi scegliete voi tanto è uguale, Casini). Anche in Italia ci sono state persone che avevano espresso un dissenso simile a quello di Austria e Germania; io so di alcuni professori del settore che avevano avvertito la Commissione affari esteri sui rischi della ratifica del Mes, delle criticità e delle probabili incostituzionalità, ma la maggior parte di parlamentari non sapevano nulla di quello che andavano a votare. E sono loro, non i giornalisti, i responsabili primi. La cooptazione di Monti, ex consulente di Goldman Sachs e sempre presente all'interno delle riunioni del Bilderberg, è l'emblema del fallimento della politica. Non è complottismo, e saranno sicuramente dei casi che chi partecipa a quelle riunioni poi diventa primo ministro, io però non accetto che non si rendiconti quello che avviene durante quelle riunioni e che esistano associazioni poco trasparenti, come quella di Vedrò di Letta finanziata dal cartello delle slot machine, che hanno conflitti d'interesse non tollerabili. - Tecnicamente il Mes è un'organizzazione intergovernativa con un fondo di partenza da 700 miliardi rinnovabile dai Super governatori, i ministri delle finanze dei paesi della zona euro, senza alcun controllo esterno credibile. La logica è tale per cui uno Stato si indebita per fornire il suo contributo e se dovesse avere bisogno di un prestito dovrà poi pagare un secondo interesse ed accettare un Memorandum che detta la politica economica da seguire. Una logica suicida? Chiaramente ed il problema è che alle persone non si spiega bene il meccanismo contorto alla sua base: il Mes di fatto è un club, in cui tu entri dando la tua quota d'iscrizione. Poi se ti serve un prestito, perché ti servono i tuoi soldi, ti fanno pagare i tuoi soldi con gli interessi. La logica, come ho avuto modo di dire alla Camera, è quella di utilizzare il debito sovrano come stritolamento e schiavitù degli stati ed il Mes è la chiave finale per questo giochetto. Veniamo al caso dell'Italia, la nostra quota parte è di 125 miliardi di euro circa, il 17% dei fondi a disposizione del Mes. Come facciamo in questa situazione post-bellica e drammatica di oggi, dove i redditi pro capite sono scesi ad i livelli del 1996, i consumi alimentari al 1992, con il 40% di disoccupazione giovanile ed otto milioni di poveri, a finanziare 125 miliardi? Sono 5 leggi di stabilità. Ne abbiamo già versati 15 miliardi e 50 complessivi a tutte le varie strutture create dal 2011 per risolvere la crisi del debito. Sono più di 10 volte il gettito Imu. Dove li prendiamo e che politica economica possiamo fare nei prossimi anni? La realtà è che oggi esistono sovrastrutture anti-democratiche che, attraverso la Bce ed il Fondo Monetario internazionale in particolare, riescono ad indirizzare tutte le scelte più importanti della vita dei cittadini. Ma se parli di elites finanziarie, sei un complottista. Non io, ma uno studio del Politiecnico di Zurigo ci dimostra come 147 multinazionali detengono oggi il 75% dei ricavi mondiali complessivi. E sapete chi sono? Per il 75% sono quegli istituti finanziari che comprano all'ingrosso i titoli di Stato e decidono di fatto la politica economica dei paesi. Tra questi c'è la Monura Bank, coinvolta nello scandalo Mps, Deutche Bank, Credite Suisse, Barclays. Tutti questi istituti bancari non sono un'elite finanziaria? Se noi riusciamo, questa è la mia speranza, a far comprendere alle popolazioni che queste cose esistono e puntiamo sulla conoscenza, questi signori sono finiti. E qui veniamo alla responsabilità immensa dell'informazione: se Repubblica, invece di perdere tempo a cercare la foto in cui Grillo appare più pericoloso, mettesse in prima pagina quello studio del Politecnico di Zurigo con il titolo "147 multinazionali detengono il 75% dei ricavi mondiali" cosa succederebbe? - Da novembre la Bce inizierà gli stress test sulle principali banche europee. In una nota di S&P della settimana scorsa si legge come le passività dovrebbero essere di circa 1,3 trilioni di euro. Si va verso un intervento in prima battuta degli stati e poi, con molta probabilità dato il livello delle finanze pubbliche, del Mes, in teoria fondo salva stati. Almeno su questo secondo salvataggio delle banche con soldi pubblici che si preannuncia, ci sarà una resistenza da parte dei governi? Credo che non ci sarà alcuna resistenza, dato che si sono già piegati totalmente alle logiche finanziario-bancario. Ma la domanda è un'altra: l'economia reale dipende da quel trilione di passività delle banche?Chiaramente no. Si tratta di pura speculazione finanziaria, sono soldi virtuali che non hanno produttività, valore, nulla. E poi chi l'ha causato? È tollerabile che debiti di istituti di credito debbano essere ripagati dai contribuenti? La beffa finale è che poi noi i soldi per il Mes non ce l'abbiamo e ce li facciamo prestare dalla Bce ad un tasso d'interesse. È peggio di un'usura. E con le persone che non arrivano a fine mese, quelle stesse persone che hanno legato il nostro paese a questo circolo vizioso folle ci spiegano come non ci siano i fondi per il reddito di cittadinanza, oppure i contribuenti sono costretti a pagare tasse assurde come l'Irap, con un gettito intorno ad i 7 miliardi annui quando abbiamo già versato oltre 15 miliardi per il Mes. Come Movimento Cinque Stelle, stiamo lavorando ad una mozione che presenteremo nei prossimi giorni e chiederemo una moratoria per la prossima tranche da 2,8 miliardi da erogare al Mes ed utilizzare quei soldi per abbassare nuovamente l'Iva al 21%. Non si risolverebbero certo tutti i problemi del paese, ma sarebbe un segnale importante. Il passo successivo sarebbe quello di rivedere il patto di stabilità ed il Fiscal Compact: nella situazione attuale, il nostro paese non è in grado di mantenere il 3% del rapporto deficit-Pil, perché si prelude la possibilità di fare investimenti, spesa pubblica per infrastrutture e puntare sull'istruzione. È una logica suicida. I soldi dovrebbero essere uno strumento per garantire una vita dignitosa a tutti i cittadini e non un fine. Ci dobbiamo dimenticare di quel trilione di debiti delle banche, di S&P, del Mes, dei trattati europei e ricordarci che siamo una Repubblica fondata sul lavoro e che dobbiamo e possiamo vivere tutti in modo dignitoso. - Nel suo ultimo libro Luciano Barra Caracciolo – "Euro e (o) democrazia" - scrive che la convivenza tra Costituzione e trattati europei sia impossibile. A che livello è arrivato il deficit democratico in Europa? Pensiamo al nostro governo, la democrazia è bypassata, visibilmente e senza complotto. Letta non mi sembra che abbia fatto le primarie del Pd o fosse un candidato premier, ma non hai alcuna possibilità di dire nulla per criticare l'esecutivo. Io lo so benissimo che il presidente della Repubblica non può destituire direttamente il presidente del Consiglio, ma so anche che non puoi fare un referendum per le strade e chiedere alle persone se avessero votato lo stesso questi partiti sapendo che si sarebbero uniti per proseguire le politiche del governo Monti. Ed il Commissario dello spending review che ci manda il Fmi come lo dobbiamo giudicare? Si parlava della legge di stabilità nei giornali e noi ancora non l'avevamo e non potevamo conoscere della Trisi o della Tasi. Olli Rehn, il calciatore nonché Commissario alle questioni economiche e finanziarie dell'Ue, ci ha ricordato a fine settembre, in un colloquio alla Commissione congiunta bilancio e Finanza, che la finanziaria dovesse arrivare il 15 ottobre davanti la Commissione europea. E noi in Parlamento non avevamo ancora visto niente. Si è trattata di un'umiliazione senza precedenti per il nostro paese ed è frutto della decisione di qualcuno, il governo Monti supportato da tutti i partiti che oggi continuano a formare quest'esecutivo, che ha voluto, senza alcuna consultazione del popolo, il commissariamento di fatto da parte di Bruxelles. - Rispetto alla crisi attuale cresce il consenso di chi auspica una dissoluzione controllata della zona euro. C'è anche chi sostiene che i paesi del sud Europa dovrebbero creare un blocco comune nella Bce e nei vari summit per costringere la Germania a modificare la sua politica economica e rilanciare tutta la zona euro. Qual è secondo te la migliore soluzione? Io ho il dovere come portavoce dei cittadini, e non politico di professione, di assumere un atteggiamento critico verso tutte le posizioni emerse oggi. Non dobbiamo avere la voglia di difendere qualcosa di indifendibile, altrimenti saremo il Pd, né tentare di distruggere a tutti i costi. Ripeto spesso come dal 1957 l'Europa si sia unita per interessi e l'incontro di Mitterand-Kohl a Verdun rimane una bellissima immagine. Un'immagine, ma noi dobbiamo vivere di sostanza. Mi va benissimo l'unione dei cittadini europei, che sappia anche guardare ai cittadini del mondo con un approccio cosmopolita. Non ho nessuna difficoltà. Ma devo poterlo scegliere in autonomia ed indipendenza e non essere forzato con operazioni di marketing che inquinano i cervelli come è stato l'euro. Se anche chi ci ha fatto entrare nell'euro come Amato, Prodi, Lefontaine inizia a disconoscerlo e se analizziamo il dramma sociale che la Grecia, secondo le stime di diversi economisti, si sarebbe risparmiata con la svalutazione ed il ritorno alla dracma invece dell'austerità imposta dalla troika, non si può non affrontare la questione in modo serio. Il primo passaggio da compiere, fondamentale, è quello di informare i cittadini, che devono essere consapevoli di quello che significa Europa a due velocità, di come si potrebbe uscire dall'euro e delle scelte di Berlino, che nel 2003 ha sforato il tetto del 3% per applicare le sue riforme ed oggi passa come il modello virtuoso che mette in riga gli altri paesi. Poi, come stanno chiedendo oltre al Regno Unito anche Olanda e Danimarca, bisogna rinegoziare l'architettura istituzionale europea ed i trattati ai quali l'Italia si è vincolata. Certamente non possono essere quelle stesse persone che si sono piegate a queste logiche a farlo, ma l'unica forza che in questo paese ha una visione politica, una programmazione e non vive alla giornata è il M5s. Energie rinnovabili, la possibilità di autodeterminarsi attraverso un lavoro dignitoso, ripuntare sul tessuto delle piccole e medie imprese che avevano reso questo paese la prima potenza manifatturiera d'Europa prima dell'ingresso nell'euro, sono i paletti che il nostro paese deve porre come irrinunciabili a Bruxelles. L'economia non deve essere più gestita dalle grandi aziende e la politica ambientale da Enel ed Eni. Un caso delle mie terre, in Irpinia, è emblematico. La Fiat ha deciso di chiudere il Polo Irisbus, uno dei principali nella costruzione di autobus a livello europeo per spostare la produzione in Polonia, che ha accettato condizioni lavorative vergognose. Altre 700 persone si ritrovano senza lavoro per la logica del profitto. La stessa logica che oggi ci fa guardare indietro e scoprire che nel nostro paese non è rimasto quasi più nulla. - Le elezioni europee del prossimo anno saranno un test importante per tutti i partiti e movimenti critici delle politiche scelte dall'Ue. Come il Movimento cinque stelle riuscirà a dare voce al dissenso sociale emerso nei paesi del sud Europa e quali saranno i partiti con i quali pensi potrete dialogare? Premesso che il Parlamento europeo non ha di fatto nessun potere di interferire in modo significativo sulle scelte di Consiglio e Commissione, il M5S andrà a Bruxelles a dare il suo contributo e dialogherà sui contenuti, come ha sempre fatto anche in Italia, con tutti quei partiti che vorranno trasformare l'Ue in un'effettiva Unione di popoli e non di lobby finanziarie che hanno distrutto la vita delle popolazioni. Lo potrà fare presumo con l'Ukip di Nigel Farage, che da solo ha tenuto alta la criticità alle scelte attuali, e con Syriza, che porterà a Bruxelles la drammaticità della situazione greca dopo tre anni di cura della troika. Faremo di tutto per far comprendere che l'attuale architettura europea non è più sostenibile.

 

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