Sabato, 24 Agosto 2019
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luca zaiaÈ stato così anche per le banche venete. Dopo aver incensato e difeso fino all'ultimo i dirigenti delle banche popolari venete, Zaia e la Lega hanno rivoltato la frittata accusando Banca d'Italia e Consob per non aver agito a difesa dei Veneti contro la truffa perpetrata nei loro confronti dal management di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Per chi non ha memoria, o finge di non averla, ricordiamo le dichiarazioni del presidente della nostra regione che, nel pieno della crisi, magnificava le virtù e lo stato di salute degli istituti di credito del Veneto e il suo intervento appassionato a difesa dei vertici di Montebelluna poco prima del diluvio e l'attacco contro le attività ispettive della Bce e della Banca d'Italia fatto nell'assemblea dei soci dell'istituto trevigiano.

Con i Pfas lo schema di gioco è lo stesso. Dopo avere, per decenni, ignorato denunce di comitati, medici del territorio, di Rifondazione comunista, sul grave inquinamento derivante dalle attività industriali e dallo sversamento dei Pfas nelle falde acquifere, adesso Zaia, mago nel gioco delle tre carte, chiama in causa il ministro dell'ambiente Costa, di area grillina, sfidandolo a emanare per tutto il territorio italiano la stessa legge del Veneto “zero Pfas”. Usando un francesismo, una formidabile presa per il culo.

Dopo più un quarto di secolo di governo della nostra regione da parte della Lega e dei suoi alleati, in più di un terzo del territorio le falde acquifere sono tragicamente inquinate, i rifiuti tossici derivanti da produzioni industriali sono interrati ovunque, nei campi nelle ex cave, nei sedimenti stradali, il consumo di suolo ha superato nel 2017 il primato della Lombardia, siamo i primi in Europa, per i tumori causati da inquinamento, nei maschi dai 14 ai 50 anni ai testicoli. Chiamare in causa il ministro Costa, è un buon escamotage, può servire a buttare fumo sugli occhi a molti/e. Difficile però occultare a lungo la verità.

Dopo quasi trent'anni ininterrotti di governo della Lega e dei suoi alleati, il bilancio per l'ambiente, per la nostra terra, è drammatico. Zaia è assolutamente consapevole che questo è il vero punto debole, suo e del centrodestra, per le evidenti responsabilità accumulate in tanti anni. A queste responsabilità vanno inchiodati lui, il centrodestra e l'imprenditoria di rapina che in Veneto li sostiene. Inquinamento, bassi salari e precarietà: questi sono i veri primati del Veneto. Prepariamo su questi terreni la campagna per le elezioni regionali nel Veneto. Una Sinistra coerentemente radicale nel programma e nella collocazione politica, radicale come lo sono le contraddizioni che abbiamo difronte. Quando il grano è maturo anche una scintilla può incendiare la prateria.

Paolo Benvegnù, segretario regionale di Rifondazione Comunista Veneto

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