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veneto sostenibileUfficio stampa Consiglio Veneto - (Arv) Venezia 31 luglio 2018 - E’ stato presentato oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il libro di Michele Boato 'Si può fare! Guida al Veneto sostenibile', un volume in cui l’autore cerca di spiegare “come sia possibile lavorare, costruire, coltivare, muoversi in modo ambientalmente positivo, senza danneggiare l’ambiente, ma addirittura migliorandolo”.

Il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, ha introdotto la presentazione portando i saluti istituzionali e sottolineando come “Michele Boato, con questa guida, alternativa rispetto alle solite pubblicazioni in materia paesaggistico- ambientale, conferma la sua vocazione a offrire punti di vista diversi e inusuali, ma non per questo non interessanti, anzi, rispetto a quelli proposti dalla cultura dominante”.

“Parlare di turismo ecosostenibile qui a Venezia, a pochi passi da San Marco – continua Ciambetti - rappresenta una provocazione, e una provocazione è la guida di Michele Boato: in stretto senso etimologico, provocazione viene dal latino ‘provocatio’, composto di ‘pro’, cioè fuori o avanti, e ‘voco’, chiamare, chiamare fuori. Boato ci chiama fuori dagli schemi comuni, dalle rotte tradizionali, dal consumismo, per proporci una lettura responsabile del territorio, delle sue bellezze e delle occasioni di crescita che esso offre”.

“Il libro inizia con un luogo particolarissimo: Custozza, nel Vicentino – ricorda il Presidente del Consiglio regionale -  con i suoi ventidotti, e proprio questo primo capitolo, dedicato a un luogo simbolico dei Colli Berici,  mi suggerì la lunga citazione da Guido Piovene, che dei Berici fu fine conoscitore, di cui tratto nella mia introduzione. Non deve sembrare strano che un intellettuale di destra, un conservatore a tutto tondo, come Piovene, venga accostato a un uomo della sinistra colta e dell’ambientalismo genuino, come Michele Boato; la difesa dell’ambiente, la  promozione di uno stile di vita che fugga dalla fretta e dal consumo irresponsabile, non sono infatti temi di destra o di sinistra, di conservatori o progressisti, ma sono sfide culturali che ci coinvolgono tutti, indipendentemente dal nostro credo politico”.

“Mi permetto di citare – conclude Roberto Ciambetti - la ‘Carta dei Servizi’ di Sandrigo –  che io ho fatto, in collaborazione con il comune di Sandrigo, la Provincia di Vicenza e la Regione, con la quale abbiamo raddoppiato i boschi di pianura e rilanciato le risorgive. Il libro di Michele Boato è soprattutto una guida alternativa del Veneto, che credo sarebbe piaciuta molto a Guido Piovene e piacerà tanto a chi crede nell’intelligenza e nell’onestà intellettuale, utile a farci riscoprire luoghi affascinanti della nostra Regione, sconosciuti ai più, ma ricchi di fascino e di una valenza unica dal punto di vista ingegneristico, architettonico e naturale”. Il Vicepresidente del Consiglio, Massimo Giorgetti ricorda che “quando nel 1995 ho assunto la carica di Assessore regionale all’Ambiente, ho collaborato in modo molto positivo con Michele Boato, al quale riconosco l’impegno politico e la coerenza e onestà intellettuale, l’approccio alle diverse problematiche non ideologico ma assolutamente pragmatico”.

“Nella mia ricerca – spiega l’autore, Michele Boato – ho raccolto duecento esempi, in Veneto, che dimostrano come sia possibile realizzare opere importanti, nel pieno rispetto per l’ambiente che ci circonda: dagli elementi storici, quali le ville che si rinfrescano con l’aria che proviene dalle grotte, nei Colli Berici, al mulino ad acqua rimesso in funzione a Selva di Cadore, ai pozzi veneziani che in realtà sono cisterne d’acqua piovana filtrata (i veneziani per circa mille anni hanno bevuto acqua piovana), ai casi più recenti, come la fitodepurazione, con due opere presenti nella laguna veneta grazie alle quali l’acqua viene depurata con l’utilizzo delle piante che assorbono gli elementi inquinanti e crescono, senza ricorrere a depuratori esteticamente brutti e dannosi per l’ambiente. Il Veneto è ricco di questi esempi virtuosi e rispettosi dell’ambiente, ma essi andrebbero assolutamente moltiplicati”.

“Penso ancora alle coltivazioni a San Polo di Piave – continua l’autore – in cui sono state collocare una ventina di arpe eoliche che suonano, con il vento, una sola nota, riconosciuta dalle piante e in grado di migliorare la produzione dei vigneti. Questo fenomeno è seguito da studiosi e scienziati di fama internazionale e non è certo la musica di Mozard utilizzata nelle stalle… e inoltre, l’Ostiglia, una pista ciclabile che tutti ci invidiano, nata proprio in Consiglio regionale nel 1999, una infrastruttura perfettamente in armonia con l’ambiente”.

“Senza dimenticare – prosegue Boato – i mirevoli esempi di bioedilizia presenti in Veneto – come a Mestre, in cui si trova uno dei pochissimi esempi di tetto verde, a prato, o lo stadio di Sant’Angelo di Piove di Sacco, con una piccola tribuna non in cemento ma a prato, la scuola Materna di Crosara che rappresenta una importante opera bioclimatica, le numerose case di paglia, i giardini botanici in cui vengono coltivate le piante antiche, le infrastrutture che hanno ‘addolcito’ il corso del fiume Po’ impedendo il verificarsi di inondazioni nel Polesine, l’Interporto di Padova, con il più grande tetto fotovoltaico in Italia, i rifugi nel Parco delle Dolomiti completamente autosufficienti grazie al fotovoltaico, i boschi, le dune naturali sul Mare Adriatico. E ancora, l’Orto Botanico di Padova, che è stato raddoppiato negli ultimi anni, le due scalinate del Portello riportate alla luce anche grazie al mondo del volontariato, i Bastioni di Verona, il ‘Camminamento delle Mura’ di Cittadella, il Cansiglio, straordinario luogo di educazione ambientale, le industrie ‘pensanti’ in grado di assorbire i veleni inquinanti, il bellissimo Centro di riabilitazione dei Rapaci sui Monti Berici, il Centro delle Cicogne a Silea, senza dimenticare che in Veneto la percentuale di riciclo dei rifiuti si assesta al 70 percento”.

“Tutti questi positivi esempi raccolti nel mio libro– conclude Michele Boato – dimostrano come si possa trasformare la nostra Regione migliorandola, senza danneggiare l’ambiente e senza sprecare risorse economiche, ma investendo in modo oculato e avendo così un ritorno. Del resto, anche i veneziani, in passato, hanno trasformato la laguna difendendola dal mare, ma senza  stravolgere l’ecosistema. Non è assolutamente vero che difendere l’ambiente fa perdere soldi, anzi, soprattutto nel settore turistico”.

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