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Centricity Allscripts BandwidthSono ormai già molte le estati che prenoto le vacanze via internet affidandomi a programmi social per la scelta, sia per gli hotel sia per treni, musei, aerei  - da ciò discende che dirò addio alle agenzia di viaggio. Le mappe e le indicazioni dei luoghi le ho scaricate apparentemente gratis sul telefono, addio guida cartacea, a chi la scrive e a chi la stampa e pure alla edicola che la vende. Tutti i biglietti di luoghi da visitare cioè musei, centri di interesse li ho acquistati in internet, da ciò addio a molte cassiere.

L’apparenza inganna:  c'è sempre un prezzo nascosto da pagare, nessun pasto è gratis, diceva M. Friedman:  ho ceduto i miei dati personali in cambio di quelle informazioni e di quei servizi apparentemente gratis come la applicazione che me li fornisce sul mio telefonino e  subirò il commercio del mio profilo personale, compresa la mia rubrica anche con i vostri nominativi memorizzati non potendomi opporre in nessun modo, se voglio il servizio.

Profilo di consumatore di patatine fritte ma anche di cultura, di interessi, di vicinanza ideologica a questo o quel partito o sindacato, perché tutto fa consumo.

Praticamente ho venduto, al prezzo di una cartina geografica parlante, visualizzata sul mio telefonino una cosa molto vicina al concetto di anima, cosa c’è di più vicino all’anima della lista di libri letta negli ultimi 10 anni?  e pagherò per questo un prezzo di almeno 200 lettere di spam giornaliere, per sempre se non disdico una per una più la pubblicità, costruita sul mio esatto profilo socioculturale, ogni volta che accederò a qualsivoglia servizio - Google - Facebook ec.

Pazienza, il bello dell'uomo è che ogni volta che pensi di averlo incasellato in un discorso razionale lui invece di comportarsi come sarebbe logico, fa altro. Siamo dispettosi di natura, scimmie senzienti e dispettose come tali.

Anche il costume da bagno ho comprato in internet, addio negozietto di costumi con cassiera e commessa addetta. Sono stato in una spiaggia dove la cassiera del bar era stata sostituita da una macchinetta automatica che emetteva lo scontrino: addio cassiera in bikini (grave la perdita del bikini). Nel medesimo stabilimento il gelataio portava i gelati sotto gli ombrelloni con un carrello elettrico cingolato telecomandato, serviva lui il gelato, per il momento, ma il passo verso l'automatismo anche di questa funzione credetemi è brevissimo.  Fra poco addio speedy pizza, sostituiti da droni volanti, addio corrieri più o meno espressi, addio tassisti, addio autisti, ...... addio commesse, addio cassiere, addio anche ai piccoli negozi,.... solo questione di tempo, pochi anni e i robot prenderanno il posto dell'uomo in questi lavori e attenzione non solo robot fisici fatti di ingranaggi ma anche informatici, algoritmi che sostituiranno persone con avatar servizievoli,…. addio commercialisti, ingegneri, geometri, avvocati e persino dottori.

Quale sarà il peso di questa rivoluzione tecnologica? Ho sentito straparlare di un 50% di lavori in meno, mi sembra esagerato, ho sentito alcuni parlare di un più modico 10% in più di disoccupazione tecnologica. Sinceramente non sono in grado di giudicare la veridicità del dato, e non credo che vi siano persone in grado di stimarlo, troppe variabili da considerare, comunque anche questa percentuale minima sarebbe un dramma nella nostra situazione e non solo per i posti di lavoro persi ma per quelli creati. Questi trabicoli elettronici hanno un gran bisogno di manutenzione, riparazione, programmazione e cure varie. Qualcuno li dovrà costruire, manutenere, programmare, commercializzare, finanziare, riciclare, smaltire e sostituire, quindi distruggono certamente lavoro ma un poco ne creano. Certo è più quel che distruggono di quel che creano almeno nel breve termine, mentre nel lungo cambia la tipologia di lavoro ma il limite dei nuovi lavori possibili risiede solo nella fantasia degli uomini che notoriamente è assai ampia. Alla fine, data la inevitabilità del progresso (se è progresso se ne può discutere dal p.to di vista filosofico, e su questo c’è molto da discutere ma sulla inevitabilità del processo, dato il sistema capitalistico- concorrenziale nel quale viviamo, mi pare evidente che non ci siano dubbi che progresso di processo è), ciò che deve veramente preoccupare è se saremo in grado di costruirli, programmarli, commercializzarli ecc... e per farlo serve una scuola che funzioni, che prepari veramente a queste tecnologie .....questo si che è preoccupante, preoccupante dato che tutti sanno che molti lavori da qui a 10 anni saranno completamente diversi dagli attuali, addirittura inesistenti oggi e saranno legati all’INFOSFERA , la nuova frontiera, il nuovo far west, selvaggio ed inesplorato come era la frontiera americana ad inizi 800’ solo che è una frontiera dematerializzata, fatta di bit più che di materia ma che già consuma l’energia 5/6 volte di più di quanta energia consumi il modello capitalistico antico, per intenderci quello nostro, fatto di fabbriche di solo beni fisici. Non ci credete? Andate a vedere il consumo energetico della silicon valley poi ne riparliamo. E la scuola?  la scuola continua ad insegnare cose che probabilmente non serviranno a nulla domani, è ancorata al modello industriale classico, quando viene considerata moderna, in verità è già antica.

Ecco queste dovrebbero essere le vere preoccupazioni: governare la “wild near infosfera” e istruire al nuovo modo di produzione capitalista che là avviene e che prenderà il sopravvento.

Che lo spazio della nuova frontiera sia selvaggio, senza legge non è esatto, esiste una legge ed quella dettata dalle grandi compagnie, una legge “privata” che regola i rapporti tra consumatore e grande compagnia e che deroga alla legge statale imponendo una regolamentazione di comodo per la compagnia. Ogni volta che si accetta una nuova applicazione sul proprio telefonino si esce dalle regole statali per entrare nelle regole della big company si esce dalla legge come la intendiamo e si entra nella legge del wild near infosfera.

Sul termine “wild near infosfera” voglio i copyright morale.

pincopallo

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