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Carlo-De-Benedetti(L'Opinione - riassunto da Wikipedia) - Se Carlo De Benedetti dovesse dirigere un ippodromo riuscirebbe a far morire i cavalli - La sua storia è un'apoteosi di fallimenti... una discesa in salita verso il successo effimero alle spalle degli italiani - Inizia alla Fiat come A.D. portando in dote un'azienda fiorente come la Gilardini

(di cui era presidente e a.d.) e dopo soli quattro mesi se ne deve andare perchè la Fiat intuisce un pericolo di scalata; cioè capisce che il Carlo non pensa allo sviluppo dell'azienda ma alla sua scalata.

Nel 1976 fonda la CIR, una holding industriale ma subito nel 1978 entra nella più nota Olivetti, allora fiore all'occhiello italiano nel mondo, come presidente per poi abbandonarla al destino da lui creato nel 1996 non prima di aver partorito la Omnitel.

Nel 1985 acquisisce la Buitoni-Perugina, notissima azienda umbra fiorente in tutto il mondo, che la rivende alla Nestlè dopo soli 3 anni.

Sempre nel 1988 l'Ingegnere tenta la scalata alla Société Générale de Belgique, importante conglomerato industriale belga, ma viene contrastato con successo dall'opposizione dell'establishment locale e del gruppo francese Suez. Forse avevano capito il soggetto.

E qui viene il bello. Nel 1981 entra come azionista (2%) del famoso Banco Ambrosiano di Roberto Calvi (manco a farlo apposta) e per premio riceve l'incarico di vice-presidente. Ovviamente passano solo due mesi e vende le sue azioni perchè si accorge che il Banco stava fallendo. Esempio di grande lungimiranza finanziaria. Lo accusano di intrallazzi per soli 40 miliardi di vecchie lire ma in cassazione viene assolto.

Con il suo amico Romano Prodi (presidente dell'IRI) stipula, nel 1985 un accordo fantastico per vendere circa il 64% del pacchetto di maggioranza della SME,  finanziaria del settore agro-alimentare dell'IRI (Istituto per la ristrutturazione Industriale - Ente Pubblico), per 497 miliardi di lire. Fu l'allora capo del Governo Bettino Craxi che pronunciò la famosa frase "Se ciò che ci viene proposto risulterà un buon affare lo faremo. Se no, no". Ci furono varie offerte al rialzo (tra cui anche la Finivest) ma il Governo decise di non dare più corso all'operazione di vendita.

De Benedetti (allora ancora presidente della Buitoni) allora pensa bene di citare l'IRI (quindi indirettamente il Governo)  davanti al tribunale di Roma ma in secondo grado la richiesta viene respinta.

Nel 1987 entra in Modadori e, attraverso di essa, nel gruppo Espresso-Repubblica.

Nel 1993, in piena bufera Tangentopoli, Carlo De Benedetti presenta al pool di Mani Pulite un memoriale in cui si assume la responsabilità di tutte le vicende di cui era al corrente e di quelle di cui non era al corrente. Nessun altro dirigente di Olivetti fu oggetto di provvedimenti della Magistratura. In particolare, l'Ingegnere ammette di aver pagato tangenti per 10 miliardi di lire ai partiti di governo e funzionali all'ottenimento di una commessa dalle Poste Italiane. Su iniziativa della Procura di Roma, viene arrestato e liberato nella stessa giornata per poi essere assolto da alcune accuse e prescritto da altre.

Intorno al 2000 crea la Sorgenia che in pochi anni sarebbe diventato uno dei principali operatori italiani nell'elettricità e nel gas ma attirandosi dure critiche dentro e fuori i suoi giornali per il ritorno al carbone.

Oggi la Sorgenia è in gravissime difficoltà ed è costretta ad elemosinare, tramite faccendieri (come dimostrato dal Movimento 5 Stelle), quattrini pubblici con il balletto degli "squali" davanti alle porte delle Commissioni Parlamentari.

Una storia questa che da altre parti del mondo sarebbe finita presto a calci nel sedere ma che in Italia ha ricevuto ben due onorificenze: Cavaliere del Lavoro e Medaglia ai benemeriti della cultura e dell'arte.

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