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carmignano brenta cogeneratore

«Servono dati sulle emissioni dell’impianto». Raccolta di firme appoggiata dal medico Brogliati.

Michelangelo Cecchetto - Da alcune settimane è entrato in funzione a Carmignano di Brenta un impianto di cogenerazione che attraverso gli oli animali

permette di produrre calore per alcuni spazi pubblici, in particolare il polo scolastico, con risparmi per le casse comunali di diverse decine di migliaia di euro l'anno. Impianto per il quale 800 cittadini attraverso una raccolta firme autenticate, chiedono lo stop almeno finchè non si avranno dati specifici sulle emissioni che i cittadini chiedono di verificare periodicamente con la conoscenza di valori istantanei, medie orarie, giornaliere e mensili oltre ai dati storici progressivi. Insomma avere la certezza che il moderno impianto non inquini ancor più l'aria della cittadina a ridosso della strada Statale 53 Postumia.

A far preoccupare i cittadini la situazione delle polveri fini (PM 10) e Benzo(a)pirene che un rilevamento con stazione mobile dell'Arpav tra il 19 marzo e il 24 aprile del 2009 e tra il 7 ottobre e il 23 novembre dello stesso anno, in totale 82 giorni in 24 dei quali si è superato il valore limite di protezione salute. I timori sono quelli che le emissioni dell'impianto possano compromettere la qualità dell'aria. Impianto che - è doveroso sottolineare - è stato approvato dalla Commissione tecnica regionale con la prescrizione di non superare i 20mg/Nm3. Spetta alla proprietà dell'impianto realizzare i controlli ed è proprio su questo aspetto che si gioca la partita con i cittadini. «È necessaria una più ampia possibilità di verifica delle emissioni - spiega Giorgio Brogliati medico di famiglia carmignanese che ha appoggiato la petizione, fondatore del giornale web L'Opinione Veneta, vice presidente regionale del Tribunale per i diritti del malato (nella foto a sinistra)- Studi scientifici pubblicati domostrano la correlazione tra polveri sottili ed alcune forme di tumore. Come medico soprattutto di famiglia ho anche contrattualmente il dovere di agire per prevenire le malattie. Non possiamo pensare che ci si sia ammalati solo per »sfortuna". Non sono nè di destra, nè di sinistra, ma per la salute delle persone». Il Comitato è in attesa di risposta. 

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