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1 maggioN.d. A Chi vuole continuare a passare una bella giornata di festa non legga.

Festa dei lavoratori? 

 Siamo al primo maggio ma non ho molta voglia di festeggiare, sinceramente mi sembrerebbe d'essere uno di quei orchestrali che continuarono a suonare sul Titanic dopo che aveva già speronato l'iceberg. Forse il capitano gli avrà detto : <<... intrattenere gli ospiti è prioritario tanto non è successo nulla e il Titanic è inaffondabile, tutti lo sanno>>. 

"ANDRA' TUTTO BENE"

questo slogan oggi mi sembra un poco come la scritta che accoglieva i deportati  sul cancello d'ingresso di Dachau " ARBEIT MACHT FREI ",   il lavoro rende liberi. Ha un sapore di macabra presa in giro.

In effetti rovinare la festa non è simpatico e non sarebbe nelle mie abitudini,  per cui se proprio volete leggere le mie considerazioni consiglio di farlo domani.

Detto questo,

Il lavoro è  mutato completamente in soli due mesi di lockdown. Il concetto stesso di lavoro è  mutato, per chi ancora conserverà un lavoro, è diventato lavoratore smart, un lavoratore a distanza, lavoratore in sicurezza con maschera e guanti.

Il virus ha funzionato da interruttore, da Switch, costringendo ad un immediato cambiamento dei rapporti sociali uomo-uomo e di conseguenza dei rapporti nel lavoro. Siamo solo all'inizio della fase di adattamento del sistema capitalistico e quel che si vede sono principalmente le difficoltà  e i disastri certi e potenziali che questo cambiamento violento e repentino porteranno al mondo del lavoro.

Non penso che sarà  una fase transitoria, non penso che si tornerà  a produrre come prima per due motivi: il virus e la sua capacità  di mutare rendono difficili soluzioni definitive e sopratutto i danni al tessuto economico e ai rapporti tra soggetti sono già  stati fatti.

Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale che avrebbe presumibilmente  impegnato la società almeno per un decennio,  avvenire nello spazio di una manciata di mesi.

È  presto per dire cosa ne salterà  fuori, pensate solo ai trasporti, che facciamo? tutti andranno a lavorare con mezzo privato singolo  o triplichiamo i mezzi pubblici e autisti per mantenere le distanze?  E la scuola con la  sua funzione non secondaria di custodia del minore per molte ore al giorno? ore che consentono ai genitori di andare al lavoro, che facciamo, teniamo i bambini a casa assieme ad uno dei due genitori? alla faccia della parità dei sessi?  E tutte le attività  con apertura al pubblico, come reagiranno? Pensiamo per esempio a Ristoranti con 100 coperti ora ridotti se gli andrà bene a 30 posti a sedere con costi i fissi pure in aumento, rispetto a prima, per spese di sanificazione, come faranno a sopravvivere? Pensiamo a Bar con divieto di assieparsi al banco, trasformarsi da luogo di socializzazione a mero luogo di consumo in solitaria? pensiamo ai negozi di abbigliamento, clienti dentro contingentati con il divieto di provare gli indumenti per motivi igienico sanitari? Gli ombrelloni quest'anno andranno distanziati con ovvio dimezzamento del numero e forse le spiagge libere non saranno per nulla libere vista la necessita di non assieparsi, che facciamo ? Di turisti ne arriveranno  pochissimi e quei pochi dovranno prendere il sole con le mascherine? E che dire di tutti gli artigiani che vivono di contatto con il pubblico, di turismo di passaggio?   le città d'arte e di turismo  che davano da vivere a migliaia di operatori? Per tutte questa categorie economiche che facciamo? li lasciamo, se tutto va bene, nella più ottimistica previsione che si possa fare, due anni senza reddito?   

Innanzi a questa situazione non è pensabile che bastino 600/800 euro/mese per qualche mese e manco per tutti o la possibilità di contrarre prestiti con le banche e quindi di indebitarsi fino a 25mila euro per qualche anno sperando che il mercato successivo a questo disastro tiri abbastanza da coprire anche il nuovo indebitamento che per quanto a tassi favorevoli chi si indebita di solito lo fa se vede un futuro in crescita certo non si indebita se vede un futuro in decrescita. Diciamolo, prevedere "crescita" con le attuali politiche economiche mi risulta assai difficile, anzi mi aspetto aumento di tasse e di conseguenza ulteriore contrazione economica ed è quello che suggeriscono anche indicatori valevoli per il mondo in generale come il prezzo del petrolio, andato addirittura per un giorno sotto lo zero.

Prossimamente vedremo le ricette economiche proposte dalla politica Italiana ed Europea, almeno lo spero perché fino ad ora ho sentito tante proposte rimaste sulla carta alcune speriamo rimangano tali . Abbiamo grosso modo questa situazione :

Per la politica economica interna a cui ho già accennato, si sono visti: un po' di sussidi a pioggia del tipo "boccata di ossigeno a condannato in camera  a gas", un po' di cassa integrazione, un poco di  garanzia Statale al credito e un po' .......cioè no, rettifico, cancellate 'po'  e sostituite con "aumento esponenziale del debito pubblico" . Aumento "cattivo" del debito  perché la  spesa in debito viene  fatta essenzialmente per il consumo e non per investimenti produttivi, ma attenzione necessaria in questo caso per la sopravvivenza delle perone e dell'attività, soltanto che è di dubbia efficacia  nel tempo (dipende dal mercato futuro) e di sicura insostenibilità nel tempo: senza un mercato di sbocco che tira la moria degli operatori economici sarà catastrofica. Per finire il quadro della situazione presumo un aumento generalizzato di  tassazione di tutti i tipi, con l'ovvio effetto di contrarre l'economia più di quanto sarà il gettito per le casse Statali.

Le politiche fin qui usate o prospettate dall'Europa sono per lo più volte ad aumentare la liquidità attraverso l'acquisto di titoli, anche corporate, quindi di dubbia qualità, detenuti dal sistema bancario. Così si salvano le banche. Per carità, niente polemiche, è ovvio che bisogna salvare il sistema creditizio altrimenti crolla il sistema, ma questo metodo non fa arrivare quasi nulla al sistema consumo-produzione per cui non crea vero sviluppo e quindi è una soluzione come quella dei sussidi a pioggia: per la sopravvivenza a breve ma non curativa. Si spera nei lavori pubblici che se fossero soggetti a forti investimenti fatti con denaro fresco Europeo, magari a fondo perduto, metterebbe in moto l'economia ma non mi è pervenuta fin qui nessuna notizia certa.

Quindi le armi usate fin qui sia interne che Europee sono le medesime e riproducono le stesse risposte date in occasioni che nulla hanno a che fare con la situazione attuale. E'  pericoloso illudersi che questa crisi del modello di produzione, perché di questo si tratta, indotto da uno shock esterno all'economia  sia risolvibile con mezzi ordinari, servirà ben altro e se l'Europa continua a giocare con le stesse carte che ha utilizzato per crisi asimmetriche, come ha sempre fatto e come continua a fare, questa volta temo, dopo averci fatto  prima scavare la nostra fossa, con la pistola del debito alla tempia, poi scaverà la propria.

Pincopallo

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Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

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