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MISTER X CALCIO SCOMMESSE( fonte LIBERO).L'INCHIESTA - Prima c'era stato Giuseppe Signori, il mitico centravanti di Lazio e Bologna. Poi era toccato a Cristiano Doni, storico capitano dell'Atalanta, e Stefano Mauri, capitano della Lazio.

Ora, anche se a differenza degli altri non sono stati arrestati e sono solo indagati, tocca a Gennaro Gattuso e Christian Brocchi. Lo scandalo calcioscommesse continua, a più di due anni di distanza dal suo primo vagito. E continua a instillare dubbi sugli eroi del calcio. Tutti i coinvolti vanno considerati innocenti fino a prova contraria, ma di certo questi dubbi non fanno bene a un movimento che sta già soffrendo per tanti altri motivi, dalla crisi economica al razzismo negli stadi che sono ormai sempre più vuoti. Insomma, l'inchiesta partita per la combine di una partita di Lega Pro tra Cremonese e Paganese si chiamerà pure "Last Bet" ma qui l'ultima scommessa sembra non arrivare mai...MISTER X E MISTER Y - Secondo i magistrati di Cremona, Francesco Bazzani e Salvatore Spadaro sono i due mister "X" e "Y" di cui si è parlato molto negli scorsi mesi. Secondo la procura si tratta delle due figure che operavano da tramite tra i gruppi di scommettitori e le società e si occupavano direttamente di "aggiustare" le partite sfruttando i rapporti con i calciatori. Ecco come il gip Guido Salvini descrive nella sua ordinanza i due arrestati: "Il primo, già operativo nel preesistente gruppo di SIGNORI col soprannome di “CIV”, in rapporto di amicizia nonchè in stretti e continui contatti col predetto, (col quale intratteneva circa 3000 rapporti telefonici), nonché con GIANNONE Francesco, BRUNI Manlio e SARTOR Luigi, costituiva uno strumento stabile nell’ambito dell’attività concernente le manipolazioni delle partite di calcio e delle scommesse. Utilizzando le sue entrature e conoscenze nell’ambito delle dirigenze, in particolare della serie A, e dei calciatori “disponibili” alla corruzione, concludeva accordi che per ogni singola partita potevano giungere ad un introito a suo favore, comprensivo del denaro necessario per la corruzione, di circa 700/800.000 € a incontro. Nell’ambito di questo contributo, interagiva con SPADARO Salvatore Francesco, detto il “vecchio”, che curava in particolare i rapporti con GEGIC ed ILIEVSKI, attraverso la mediazione di BELLAVISTA e di TISCI, ai fini del finanziamento delle manipolazioni".I NOMI - Ormai i tifosi di calcio sono abituati, dal Totonero a Calciopoli in poi, a non dare nulla per scontato. Eppure il nome di Gattuso ha davvero sconvolto tutti. L'onestà e la dedizione di "Ringhio" sembrava inattaccabile, e lo è ancora allo stato degli atti. Ma secondo la procura di Cremona anche Gattuso ha intrattenuto rapporti con Bazzani. Ecco che cosa scrive il gip Salvini a proposito: "L’analisi dei contatti telefonici di BAZZANI, in occasione della menzionata partita CHIEVO - MILAN del 20 febbraio 2011, ha fatto emergere la singolare coincidenza di un contatto (un sms in uscita) con un’utenza intestata al calciatore del MILAN, GATTUSO Gennaro Ivan. Tale contatto ha consentito di verificare che BAZZANI, nel periodo oggetto di indagine, aveva intrattenuto 13 contatti con l’utenza in uso al calciatore, per 13 stagioni in forza al MILAN".IL "FRATELLO" DI GATTUSO - Particolare importanza assumono i rapporti tra Bazzani e una persona vicina a Gattuso, un uomo di origini calabrese e residente a Gallarate. Scrive il gip che questo uomo vicino a Gattuso "entrava per la prima volta in contatto con il BAZZANI in data 2 marzo 2011. Di particolare interesse investigativo si rivelava quello inerente al contatto contemporaneo (nella stessa data) tra l’utenza del *** ed entrambe le utenze in uso al BAZZANI: quella “ufficiale” e quella inglese “riservata”, già emersa per i contatti illeciti intrattenuti con altri personaggi centrali dell’inchiesta quali BELLAVISTA Antonio, SPADARO Salvatore, SIGNORI Giuseppe, SARTOR Luigi, RAGONE Stefano e BOMBARDINI Davide". Una circostanza che, secondo i magistrati, pone sotto una nuova luce la testimonianza di Perumal. Si legge nell'ordinanza che la scoperta "sembrava rievocare, con enorme suggestione, le dichiarazioni rese da PERUMAL Wilson Raj, il quale, durante il suo stato di detenzione in Finlandia per reati connessi al match fixing, aveva dichiarato agli investigatori finlandesi ed italiani che gli indagati SULJIĆ Admir e LALIĆ Dino, definiti il “braccio operativo” serbo-croato del cartello criminale singaporiano riconducibili al noto TAN SEET ENG, avevano contatti in Italia con il “fratello” di GATTUSO. Sul punto le verifiche svolte all’epoca avevano consentito di accertare che GATTUSO Gennaro Ivan non aveva fratelli. Forse quindi PERUMAL aveva ricevuto tali dichiarazioni de relato da soggetti dell’organizzazione impegnati in Italia, che si volevano accreditare agli occhi del gruppo arbitrariamente il nome di un presunto parente stretto del noto calciatore del Milan. Ma molto più probabilmente il termine “fratello “ non era stato usato dagli interlocutori di Perumal nel suo significato letterale. Infatti è frequente nei linguaggi gergali e in vari contesti culturali usare il termine “fratello” non per indicare un consanguineo ma un amico fraterno e fidato".LA DIFESA DI "RINGHIO" - "E' una persona seria, gli darei il portafoglio", ha detto di Gattuso il presidente del Palermo Zamparini. Sentimento comune a molti tifosi. Gattuso si è detto estraneo a tutta la vicenda dicendo che non saprebbe "nemmeno da dove iniziare" per truccare una partita e si è detto pronto "ad ammazzarsi in piazza" se venisse provata la sua colpevolezza. Il suo legale ha detto che andrà dal pm Di Martino per "chiarire tutto". E lo stesso giocatore si è detto disponibile, anzi voglioso, di recarsi al più presto in procura per dare la sua versione dei fatti.

 

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