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portogallo bandieraSecondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, le politiche a base di austerity hanno contribuito in modo decisivo a far crescere la disoccupazione nel Paese europeo. È l'ulteriore conferma della necessità di rivedere le politiche imposte dalla troika.

A partire dall’inizio della crisi, nel 2008, il Portogallo ha perso un posto di lavoro su sette. Due terzi dei quali sono andati in fumo dopo l’entrata in vigore del programma di aiuti internazionali, avviato nel maggio del 2011. A confermare gli effetti nefasti delle ricette economiche a base di rigore di bilancio e austerità è stata questa mattina l’International Labour Organization (ILO), che ha spiegato come il mercato del lavoro portoghese non abbia conosciuto «alcun miglioramento» dopo l’intervento d’emergenza da 78 miliardi di euro della troika composta da Commissione europea, BCE e FMI. Al contrario, «la crescita della disoccupazione si è intensificata negli ultimi due anni, e alcuni segnali di rallentamento si sono manifestati soltanto di recente», prosegue l’ILO. Il riferimento - ricorda il quotidiano francese Les Echos - è al calo della quota di senza lavoro che è passata dal 17,7% del primo trimestre del 2013 al 16,4% del periodo aprile-giugno. Ma si tratta di un dato da prendere con le pinze, dal momento che lo stesso governo di Lisbona prevede una risalita al 17,7% nel corso del 2014. L’ILO sottolinea come, in cambio dell’aiuto finanziario, il Portogallo sia stato costretto ad imporre alla propria finanza pubblica un duro programma di riduzione del deficit, accompagnato da un piano di riforme triennale. «I tagli dei salari e dei programmi sociali - sottolinea l’organismo internazionale - associati alla crescita delle imposte hanno eroso i redditi delle famiglie e colpito i consumi. Le piccole e medie imprese si devono battere per ottenere dei finanziamenti da parte delle banche, cosicché perdono l’occasione di creare nuovi posti di lavoro». Conseguentemente, «i giovani più talentuosi e qualificati sono stati costretti ad emigrare». Perciò l’ILO considera «estremamente importante l’introduzione di un sistema di sostegno al lavoro su scala europea». Se si decidesse di puntare sull’aumento dei posti di lavoro, infatti, «si potrebbe ridurre la disoccupazione in Portogallo del 2% entro il 2015». 4 Novembre 2013
Andrea Barolini

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