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LEGGE ABORTO SPAGNAIl Consiglio dei ministri spagnolo ieri ha approvato una nuova norma sull’aborto che è stata proposta daltitolare del dicastero della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón e che cambia notevolmente la legge attualmente in vigore che risale al 2010 e che, ritenendo l’aborto un diritto della donna, lo consentiva entro le prime 14 settimane di gravidanza senza alcuna giustificazione.

Adesso invece, se la nuova regola diventerà legge, l’aborto sarà consentito soltanto in due casi: gravidanza conseguente a uno stupro o grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. E le minorenni, che potevano abortire anche senza il consenso dei genitori, secondo Ruiz-Gallardón dovrebbero avere quello di entrambi.Inoltre, nelle cliniche sarà vietata la pubblicità dell’aborto e i professionisti coinvolti anche solo per semplici informazioni potranno invocare l’eiezione di coscienza. In pratica, l’unica differenza rispetto alla vecchia legge sull’aborto, quella del 1985, è che non si va in prigione, ma di fatto l’interruzione di gravidanza al di fuori dei motivi consentiti diventa un reato.Il ministro Ruiz-Gallardón ha poi spiegato che dopo la 22esima settimana di gravidanza la donna può abortire solo se viene riscontrata un’anomalia fetale “incompatibile con la vita” e solo nel caso in cui “le anomalie non erano state rilevate prima di una diagnosi corretta”.Ora in Spagna da una parte ci sono le associazioni anti-abortiste, che a novembre si sono rese protagoniste di numerose manifestazioni e che ora elogiano l’operato del governo di Mariano Rejoy, che aveva promesso una norma del genere già nel 2011, dall’altra parte, però, ci sono le associazioni femministe e pro-aborto inferocite, che considerano la decisione dell’esecutivo come un passo indietro di almeno 30 anni e promettono battaglia per evitare che la nuova regola diventi legge.Il presidente della Planned Parenthood Federation Luis Enrique Sanchez ha spiegato che in questo modo si corre il rischio di tornare a quello che succedeva negli anni ‘80 e cioè che molte donne spagnole vadano in Francia o in Inghilterra per abortire.El País ha pubblicato uno studio condotto dall’Istituto Metroscopia dal quale emerge che il 46% degli spagnoli sostiene la legge del 2010, mentre il 41% vorrebbe limitare gli aborti che sono stati 113.031 nel 2010 e 118.359 nel 2011.Lucia Resta

 

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