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Le sinistre, dopo l'evento Tangentopoli che spazzò via gli uomini corrotti solo di una certa parte politica (non riferibile alla sinistra che in qualche modo si salvò) ma non la corruzione (trasformatasi poi in concussione), pensarono che, per il bene del Paese, dovessero andare al Governo dell'Italia in modo definitivo. Fecero però i conti senza l'oste e con la discesa in campo di Berlusconi persero la loro sfida.

Domandiamoci perchè.

Il perchè sta nella denuncia che fece Craxi quando accusò, autoaccusandosi in un discorso memorabile alla Camera il 3 luglio del 1992, tutti i partiti di ricevere finanziamenti occulti o illeciti. Mentre alcuni partiti sparirono dalla scena politica per effetto di tangentopoli, solo la sinistra e una parte della Democrazia Cristiana che faceva riferimento alla sinistra, sopravvissero alla bufera forse protetti da una parte dell'allora Magistratura Democratica (come denunciò lo stesso Craxi al processo che vedeva, come PM, lo stesso Di Pietro) e incuranti delle gravissime accuse, mai peraltro smentite (anzi ammesse dallo stesso Piero Fassino anni dopo - "non c’è dubbio che ci fu un silenzio assolutamente reticente e ambiguo da parte di tutta la classe politica...").

Era evidente che un partito che si era ripulito il volto con l'ignavia e la reticenza, dopo la tempesta giudiziaria, non potesse pensare di avere la strada libera per il governo del Paese.

Questo fu il primo errore.

Il secondo fu l'attuazione di un piano di accanimento giudiziario privo di qualsiasi fondamento (come risultò poi dopo le varie fasi processuali) contro colui che aveva osato infrangere quel sogno. (Ricordiamo l'avviso di garanzia fatto arrivare a Berlusconi durante un G8 a Napoli tramite "Il Corriere della Sera" che ne aveva pubblicato gli estremi - processo che poi portò, anni dopo, alla piena assoluzione dell'imputato). Difatti, ai primi processi, Berlusconi, in terza fase di giudizio, fu sempre assolto per insufficienza di prove o perchè il fatto non sussisteva.
Cosa portò questo errore politico? Alla crescita esponenziale e duratura di Forza Italia!

Il terzo, macroscopico quanto assurdo errore politico, fu la battaglia contro il conflitto di interessi che aveva sicuramente Berlusconi con le sue aziende ma usata soltanto dalla sinistra "pro-domo sua" tanto è vero che, andata al governo anni dopo, non attuò mai una seria legge contro questo connubio politico-affaristico (per tenerla sempre come cartina di tornasole in campagne elettorali) tant'è che ancora oggi il conflitto di interessi dilaga (in varie forme) all'interno del Parlamento senza che le sinistre alzino un dito.

In tutto questo periodo il debito pubblico è schizzato alle stelle.

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