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Buja-Treppo: idea fusione - E Osoppo vuole aggregarsi - I sindaci Bergagna e Di Giusto pensano alla seconda fase dopo l’Unione. Bottoni: la volontà politica c’è, tutte le normative vanno in questa direzione.

 

BUJA. Era il settembre 2011 quando Buja e Treppo Grande decisero di dare vita all’Unione dei due Comuni. Intesa che ha già dato i suoi frutti, assicurano i rispettivi sindaci, Stefano Bergagna e Rina Di Giusto, visto che Buia e Treppo Grande ora gestiscono assieme i servizi di Polizia municipale, le manutenzione, gli sfalci, la pubblica illuminazione, i Lavori pubblici e i servizi legati alle attività scolastiche. Buoni risultati che hanno già ”fruttato” alcuni significativi risparmi di spesa.

Anche se – come precisa la Di Giusto – il rovescio della medaglia si chiama struttura burocratico-amministrativa dell’unione, vale a dire il terzo ente, una sorta di terzo incomodo che si traduce in un ulteriore apparato di presidente, assemblea e direttivo. «È vero – precisa la Di Giusto – che il costo politico è uguale a zero, ma è altrettanto certo che si tratta di un ulteriore appesantimento burocratico». Ed è per questo che Buja e Treppo credono sì nell’Unione dei due Comuni, ma soltanto se propedeutica alla loro fusione come hanno già fatto di recente Teor e Rivignano.

«L’Unione – rimarca Bergagna – non ha senso se non viene pensata e realizzata in funzione della Fusione. Ma serve una sorta di “rivoluzione” culturale per far capire ai cittadini che l’unione prima e la fusione poi sono funzionali ai servizi e che si tratta di scelte che non vanno contro né i campanili, Nè l’identità giacché la fusione amministrativa nulla ha a che vedere con le identità localistiche». «I cittadini – le fa eco Bergagna – cosa chiedono se non servizi che funzionino, efficienti ed efficaci e risposte celeri? Insomma, o superiamo culturalmente la logica del campanile o non ne usciamo».

E della partita ci potrebbe essere anche Osoppo che assieme agli altri due Comuni darebbe vita a un ente di circa 10 mila abitanti.

Dice il sindaco, Luigino Bottoni: «C’è un interesse del nostro Comune perché il futuro sta nelle unioni e poi nelle fusioni anche perché tutte le normative si muovono in questo senso. Per quanto ci riguarda, la volontà politica c’è già ed è condivisa dalla maggioranza; ora, mancano le tappe amministrative. Credo e spero che nel corso del 2013 riusciremo a porre le basi per un nostro ingresso nell’Unione assieme a Buja e Treppo Grande». Ma un pensierino Treppo Grande e Osoppo lo rivolgono anche al Comune di Colloredo che ha diverse analogie a partire dal territorio. «Ma la risposta – precisano i due sindaci – tocca a loro».

16 gennaio 2013

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