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IMG 5903 400x300(Fonte: www.rovigoindiretta.it)Differenziata re-spinta: a poche ore dal lancio della proposta del sindaco Bergamin di partire con nuove modalità di raccolta a Rovigo arriva la stroncatura del compagno di partito Corazzari, nel corso dell'incontro che ha visto interloquire l'assessore regionale leghista con il consigliere democratico Graziano Azzalin - Nel dibattito alla festa de l'Unità di Santa Maria Maddalena l'assessore regionale cestina la proposta arrivata dal primo cittadino di Rovigo che sembra trovare invece d'accordo il democratico Azzalin. Puntura polemica della senatrice Munerato che attacca la Lega. Sul tavolo resta però l'intera partita della gestione dei rifiuti sulla quale una trentina di sindaci si sono confrontati lo scorso lunedì - 

Per il sindaco di Rovigo, il leghista Massimo Bergamin, il primo passo per risolvere la “questione rifiuti” in Polesine è attuare la raccolta “porta a porta” anche a Rovigo e nelle frazioni, come già avviene negli altri 49 comuni del territorio provinciale. Per l’assessore regionale Cristiano Corazzari, che dallo scorso marzo è anche commissario della Lega Nord polesana, vincitrice delle elezioni comunali del capoluogo, il “porta a porta” è “una cagata pazzesca”.

Una posizione personale, quella espressa dall’assessore veneto nel corso del faccia a faccia avvenuto ieri sera, 28 marzo, alla Festa de l’Unità di Santa Maria Maddalena nel dibattito “Il rosso e il verde” con il consigliere regionale Pd Graziano Azzalin, che Corazzari esprime citando la celebre scena del film “Il secondo tragico Fantozzi” in cui il protagonista commenta (sbagliando volutamente il titolo) “La corazzata Kotiomkin”.

Ecco che, mentre la spinosa questione dei rifiuti continua ad infiammare il già rovente clima politico polesano, una nuova polemica si innesta proprio sull’opinione espressa da Corazzari. Sì, perché in meno di 24 ore dall’uscita dell’assessore regionale a conclusione del dibattito con Azzalin che ha manifestato la propria dissonanza rispetto alle affermazioni dell’ormai ex sindaco di Stienta, quindi di fatto sostenendo la scelta di Bergamin, in un cortocircuito di appartenenze, la senatrice Emanuela Munerato, ex leghista e ora passata del movimento nazionale “Fare! Con Flavio Tosi” porta la faccenda sul piano politico attaccando proprio la Lega Nord.

Attraverso una nota in cui si descrive “con le lacrime agli occhi e con i crampi all’addome per le risate”, Munerato afferma: “Devo dedurre che la Regione va in una direzione, il Comune di Rovigo dalla parte opposta. E stiamo solo parlando di come raccoglierli i rifiuti. Non entro neanche nel solco che si sta creando tra Regione e Comune per quanto riguarda l’altra grande partita riguardante i rifiuti: ‘discarica sì, discarica no’. Eppure il presidente della Regione è Zaia della Lega Nord, l’assessore regionale polesano è Corazzari della Lega Nord e il sindaco di Rovigo è Bergamin della Lega Nord. Tutti freschi di elezione. Cosa dobbiamo aspettarci tra qualche mese? Non si sono messi d’accordo prima di farsi eleggere? O vanno d’accordo solo quando parlano di ruspe?”.

Corazzari, nel corso del proprio intervento a Santa Maria Maddalena, davanti al sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni che, negli anni scorsi, è stato un oppositore in prima linea del centrodestra “asfaltatore” che ha silurato il cda di Ecogest e compiuto la fusione tra la stessa Ecogest ed Asm ambiente (che ha dato vita ad Ecoambiente), ha citato a modello il comune bolognese di Minerbio, “in cui governa un sindaco del Pd” gli ha fatto notare dal pubblico l’esponente democratico Claudio Ramazzina.

“A Minerbio – ha spiegato Corazzari – la raccolta differenziata si fa grazie alle isole ecologiche, collocate in luoghi strategici del paese, e ogni famiglia ha la propria chiave per aprire i cassonetti. Così il Comune risparmia un sacco di soldi. Quanto più comodo è la sera farsi la passeggiatina e portare il sacchetto di rifiuti al cassonetto, invece che stare sempre con l’occhio al calendario della raccolta differenziata porta a porta?”.
Parole, alle quali la senatrice Munerato replica con tono pungente: “In pratica, Corazzari boccia il sistema Ecoambiente che invece Bergamin vuole estendere anche al capoluogo. Complimenti”.

Il progetto di realizzare la raccolta porta a porta a Rovigo e nelle frazioni è stata espressa dal sindaco Massimo Bergamin nel corso dell’assemblea dei sindaci che si è svolta lunedì 27 giugno e convocata dal presidente della Provincia Marco Trombini. Il vertice, a cui erano presenti una trentina di amministratori polesani, sia di centrodestra sia di centrosinistra, ha visto per la prima allo stesso tavolo i rappresentanti del Consorzio Rsu, nella persona del dirigente Eugenio Boschini che è anche sindaco di Castelmassa, e di Ecoambiente, società rappresentata dal direttore generale Giuseppe Romanello. Nulla di fatto, al momento, se non l’appuntamento ad un nuovo confronto. Intano però il muro di incomunicabilità è finalmente caduto. Anche perché, al di là delle posizioni, il tempo è tiranno. Per tutti. Cittadini compresi, che pagheranno domani le scelte che vengono fatte (o non fatte) oggi.

Posto che il sistema di gestione dei rifiuti polesani, con il suo carico da 90 di questioni da risolvere, in primis il futuro del progetto di bonifica ed ampliamento della discarica di Villadose e la fusione tra Ecoambiente ed il Consorzio Rsu, bloccati proprio dal sindaco Bergamin, è ancora sul tavolo in attesa di soluzioni, come chiarisce il primo cittadino, una prima “volontà politica” è stata espressa: “Da settembre cominceremo a lavorare al progetto della raccolta differenziata spinta nel territorio del capoluogo – aggiunge il sindaco – faremo delle serate ‘ad hoc’ nelle frazioni per spiegare ai cittadini di cosa si tratta e con quali modalità verrà attuata”.

Il problema resta quello delle tariffe, visto che la differenziata spinta, in ogni caso, nel breve periodo fa aumentare i costi nel nome di una maggiore sostenibilità ambientale. La Tari a Rovigo è già aumentata di parecchio, ma rischia di salire ulteriormente. Senza contare che la stessa bonifica senza ampliamento di Taglietto 1, posto che sia una strada percorribile, lascia comunque sul piatto almeno 8 milioni da pagare cash e che per rimettere in funzione il separatore di Sarzano, al momento fuori uso, necessario per qualsiasi scelta si voglia intraprendere, servono poco meno di 2 milioni.

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